Un edificio da leggere in memoria della Shoah

Nella Giornata della Memoria della Shoah può far bene un giro virtuale al Museo Ebraico di Berlino, accompagnati dalle note del Mercurio di Gustav Holst. Il messaggero alato del musicista inglese de I pianeti ci porta la notizia che l’architettura moderna, anche nell’espressione lontana da ogni canone classico di un decostruzionista come Daniel Libeskind, può essere arte ovvero esperienza in grado di emozionare e trasformare nel profondo. Nato dall’idea di continuare il racconto incompiuto della liberazione degli ebrei nel Mosé e Aronne di Arnold Shoenberg, il progetto del museo ebraico è stato immaginato dall’architetto di origine polacca “come una sorta di testo destinato a essere letto”: una struttura a zig zag e piena di tagli che fa pensare ad corpo rannicchiato e ferito, una forma per nulla tranquillizzante ma intensamente narrativa che contiene anche un corridoio senza uscita e uno spazio (la Torre dell’Olocausto) così scuro che non si vede a un palmo. Non c’è memoria senza racconto, immedesimazione, commozione. Provate, dunque, a visitare, anche solo con gli occhi, questa stella di Davide spezzata nel cuore di Berlino: una grande rivincita sull’architettura razionalista e funzionalista che tanto piaceva alle dittature totalitarie del ’900 e che oggi ci lascia senza alcuna emozione quando passiamo davanti al complesso museale dell’Ara Pacis a Roma progettato dall’architetto Richard Meier.

Vota! (voti: 1)

San Paolo era un critico letterario?

copertina082E’ appena uscito l’ultimo numero del magazine Paulus, che sforna ogni 30 giorni 80 pagine a colori tutte su Paolo di Tarso. E’ dedicato al tema della bellezza. Oscar Wilde scrisse, nella famosa prefazione a Il ritratto di Dorian Gray: «Non esistono libri morali o libri immorali. Esistono solo libri scritti bene e libri scritti male. Questo è tutto». Dunque estetica e teologia non hanno niente da dirsi? Rispondono Davide Rondoni, Roberto Mussapi e Antonio Spadaro.  Altri servizi: san Paolo nella letteratura (V. Arnone), nell’iconografia ortodossa (M. Roccasalva Firenze), nei musical contemporanei (P. Pegoraro).

Ecco l’articolo di Antonio Spadaro e una poesia fattaci avere dagli amici di BombaCarta-Targu Mures.

Il lettore di un testo letterario non è mai semplicemente il destinatario di un messaggio, quello cioè dello scrittore. Al contrario, è una persona attivamente coinvolta a inoltrarsi in un terreno poco stabile e definito, perché la letteratura, come giustamente ebbe a dire Carlo Bo, tende ad avere la stessa qualità della vita. Leggere non significa innanzitutto “interiorizzare” un testo, quanto piuttosto “interagire” con la pagina. L’atto della lettura è allora come un atto di “discernimento”, nel quale il lettore è implicato in prima persona come soggetto di lettura e, nello stesso tempo, oggetto di ciò che legge. Il lettore, leggendo un romanzo o un’opera poetica, in realtà vive l’esperienza di “essere letto” dalle parole che legge. Così il lettore è simile a un giocatore sul campo: egli fa il gioco, ma nello stesso tempo il gioco si fa attraverso di lui, [Continua »]

Vota! (voti: 0)

C'è modo e modo di essere nel mondo

C’è modo e modo di essere nel mondo. Chi è ciascuno di noi, si chiedeva Calvino nelle sue Lezioni americane, “se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili”. Ma “io” dove sto in questa combinatoria d’esperienze? Sono io a vivere la vita o il grande meccanismo del mondo che determina la mia esistenza? Io sono coinvolto nel mio essere nel mondo o sono avvolto, sommerso senza scampo? O sono impigliato, involuto in esso?
Dopo una breve fenomenologia dell’esserci come coinvolto, avvolto o involuto, cercherò di indicare l’esistenza come il luogo di una complessa esperienza emotivo-affettiva dell’uomo nei confronti del suo essere nel mondo. Andando vedremo come la pluralità di queste esperienze di coinvolgimento esistenziale attingano a un possibile duplice atteggiamento nei confronti della vita: l’angoscia o la meraviglia[Continua »]

Vota! (voti: 0)

Intervento all'Officina del 24 gennaio

La suite I Pianeti di Holst ci testimonia un modo particolare di porsi di fronte alla volta stellata del cielo, quello di cogliere delle peculiarità dei singoli pianeti ed esprimerle attraverso le forme musicali. Altri modi di rapportarsi alla meraviglia dell’universo possono essere il senso di smarrimento, con il percepire tra sé e il firmamento una distanza abissale, ma anche un incombere, oppure il sentirsi portati ad un dialogo per colmare l’abisso, sia come interrogazione che come acquisizione di certezze.
Un esempio di cielo stellato che grava ed incombe sullo spettatore, in modo inquietante, è dato dal quadro di Vincent Van Gogh Notte stellata (nella foto) del 1889, mentre una poesia di  Giovanni Pascoli ci dà il senso dello smarrimento:

[Continua »]

Vota! (voti: 0)

Alle radici del blues

Secondo il critico letterario americano Leslie Fiedler un fantasma inquieta la letteratura americana: quello del pellerossa. Più la cultura dei nativi veniva sistematicamente distrutta, più essa – il suo fantasma - invadeva le “stanze” dell’animo americano. Tanto che alcuni tratti dell’eroe a stelle e strisce - come già sosteneva D.H. Lawrence - sarebbero solo dei “prestiti” dell’indiano (e delle sue stilizzazioni). Una fascinazione presente, ad esempio, nelle pagine di Moby Dick, nella forma della divertita ammirazione del bianco Ismaele nei confronti del selvaggio (in versione polinesiana) Queequeg.

[Continua »]

Vota! (voti: 0)

Il dolore che scioglie la maschera

Il dolore è una molla di riconquista della vita? Sì, può esserlo. Nel maggio del 2000 l’Officina di BombaCarta ha accolto una testimonianza straordinaria su questo tema. Maria Pia Ladi, medico con esperienza quarantennale, malata di cancro, scrittrice, ci ha parlato del proprio viaggio nel dolore e di quello di Luigi Pirandello, sposo di una donna gravemente malata di schizofrenia. Alla fine del 1997 Maria Pia scopre di essere malata di tumore e scrive per otto mesi un diario della propria vita in un ospedale oncologico che costituisce buona parte del suo libro Riconquisto la mia vita (Edizioni Cittadella). Nel frattempo, tra un ricovero e l’altro, si laurea in Lettere con una tesi dedicata all’esperienza psichiatrica nell’opera dello scrittore siciliano, studio che la porta a scoprire quanto l’esperienza del dolore in famiglia avesse favorito la riflessione di Pirandello sulla scoperta del proprio vero io e la caduta di quella maschera che definiva la metafora di se stessi. Il rigore di questa ricerca, ispirata dagli anni vissuti accanto a una madre paranoica, ha portato Maria Pia a recuperare la cartella clinica della moglie di Pirandello, ricoverata per quarant’anni in un manicomio (per volere del figlio maggiore) dopo venticinque anni di convivenza difficilissima con il marito che ne aveva condiviso con pazienza e premura la malattia. Nella storia personale di Maria Pia Ladi e in quella nascosta nel matrimonio di Luigi Pirandello il dolore è la via che conduce ad una piena conoscenza di se stessi e degli altri.

Di Maria Pia Ladi (che ci ha lasciato il 18 ottobre 2002) ecco la voce nella registrazione dell’incontro di Officina e il testo di uno splendido racconto breve ispirato dalla sua esperienza di medico condotto nella Carnia delle miniere di piombo e zinco.

[Continua »]

Vota! (voti: 2)

Il sogno del nuovo vecchio Springsteen

Spensierato e gioioso, come è stato scritto? E’ davvero il nuovo lavoro di Bruce Springsteen – Working on a dream - un’opera (facilmente) ottimista? Il senso della caduta e della perditache hanno accompagnato gran parte della produzionde del Boss e non ultimo il denso Magic - sono così lontani dalle nuove canzoni e dal loro universo poetico? Il pendolo sembra scivolare verso il sì se solo si dà un’occhiata ai titoli dei brani.

[Continua »]

Vota! (voti: 0)

Su “Sunset Limited” di C. McCarthy

Questo articolo è il commento a Sunset Limited scritto da Laura Angeletti, 15 anni, della  1^ C, una delle classi in cui ho dato da leggere il romanzo di C. McCarthy.

L’opera letta in classe, Sunset Limited di McCarthy, ha la struttura di una sceneggiatura teatrale, dal momento che è composta esclusivamente da dialoghi inframmezzati da didascalie che descrivono in poche righe movimenti o espressioni dei personaggi. I dialoghi possono essere efficacemente paragonati a mosse di un incontro di boxe senza esclusione di colpi, domande stringenti poste con ferrea insistenza alle quali conseguono deduzioni tanto banali quanto dolorose per l’interlocutore. [Continua »]

Vota! (voti: 0)

Laboratori BC

Prendete carta e penna, ecco le date dei laboratori di BombaCarta per i prossimi 2 mesi e mezzo:

22 gennaio: bombaCinema
29 gennaio: bombaBibbia

5 febbraio: bombaMusica
12 febbraio: bombaCinema
19 febbraio: bombaLettura – O’Connor
26 febbraio: bombaBibbia

5 marzo: bombaLettura – O’Connor
12 marzo: bombaMusica
19 marzo: bombaCinema
26 marzo: bombaBibbia.

I laboratori si tengono tutti dalle 19:00 alle 21:00 in via San Saba 19 (Roma).

Vota! (voti: 0)