Una bambina impudente che vuole imparare
Il talento di Katherine Mansfield, scrittrice di origine neozelandese, ma inglese di adozione, è unanimemente riconosciuto essere nella forma breve del racconto. Amica e rivale di Virginia Woolf, frequentatrice della Londra bohemienne degli anni Venti del Novecento, Katherine Mansfield – il cui vero nome è Kathleen Mansfield Beauchamp – con una prosa scarna e decisa, indaga in modo spietato il nucleo di verità che ogni persona porta dentro di sé, rivelandone spesso e volentieri le caratteristiche di finzione e auto-inganno. Uno sguardo anticonformista, realistico e visionario, capace di veicolare l’inquietudine, l’insofferenza e la ribellione di chi, come lei, fuggendo dal provincialismo dell’ambiente culturale di Wellington, si è gettata nelle passioni a capofitto, travolta da un caos emotivo ed esistenziale, in nome di una libertà senza limiti e norme.
Quando ero uccello e altre poesie (Bagno a Ripoli – Firenze, Passigli, pagine 77, euro 10) è il titolo della raccolta di versi che restituisce di Katherine Mansfield un profilo se non inedito, sicuramente sfumato e complesso. “Ahimé mia cara, non ho poesie. Io non sono un poeta”, recitano le righe di una sua lettera indirizzata a Virginia Woolf. Se la narrativa, [Continua »]
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L’irlandese Kavanagh aprì una finestra sull’infinito (di Alessandro Zaccuri, apparso su Avvenire il 19.12.09)
Con oltre cinquant’anni dalla loro prima pubblicazione arrivano ora in Italia due brevi testi del gesuita Michel Certeau sul tema del “dopo” della fede cristiana, cioè sul “cosa fare della fede cristiana nell’opacità della vita quotidiana?” Che sfide si trova il cristiano una volta che è diventato seguace di Cristo? Se l’incontro con Cristo porta con sé una grande gioia e una conseguente spinta missionaria, come si fa a portare avanti quella gioia e quella decisione?
Il report su questa ultima Officina (12 dicembre 2009) sul tema “tagliare” arriva con un po’ di ritardo. Però arriva.
Omne trinum perfectum est, dicevano i medioevali: magra consolazione per un laboratoriello prenatalizio con pochi partecipanti. Ma arrendersi, naturalmente – mai! – e quindi ecco il risultato dell’incontro: