Campioni del mondo…

Rilanciamo una bella riflessione di Andrea B. pubblicata sul blog unpoapolide:

Appena letto l’offesa che Materazzi avrebbe rivolto a Zidane e che avrebbe scatenato la testata del francese. Uso il condizionale perché la notizia che ho letto è riportata così. “Terrorista” sarebbe la parola.

Al quale Zidane avrebbe potuto rispondere con un “Paura eh?” di Lucarelliana memoria. Quando si sono viste le immagini tv, con i due che si parlavano, poi che camminavano sorridendo (a me sembrava sorridessero, magari era tutta tensione, ma mi sembrava così. Mi sono sbagliato?) l’impressione era normale. Poi, purtroppo si vede solamente, e non si sente quel che il difensore azzurro ha detto, Zidane che tira una testata all’avversario. Ora, credo che l’insulto ci sia stato. E Materazzi ha sbagliato alla grande.

Ma Zidane, ha sbagliato alla grande anche lui, e l’espulsione è stata meritata. Sembra che in campo non ci sia verso di fare un passo avanti all’occhio per occhio, dente per dente. Azioni e reazioni che non sempre sono di uguale intensità, ed entrambe sbagliate. Ho ammirato e ammiro il giocatore Zidane, ma ieri sera, in quel momento, non si è comportato da campione qual è. E il riconoscimento come miglior giocatore del Mondiale sembra una sorta di risarcimento. Risarcimento che ha il sapore di un…dimentichiamo quello che hai fatto perché già hai perso la partita, già sei stato espulso, ti diamo questa cosa qua, va bene?

A noi italiani dicono che non ci dobbiamo dimenticare Moggi Giraudo Geronzi e compagnia bella, i lavoratori in nero, gli sfruttamenti, la mafia la camorra la ‘ndrangheta eccetera eccetera. VERO. Non ce lo dobbiamo dimenticare. Ed una notte non cancella quello che succede ogni giorno. Non lo cancella. Anzi, lo fa risaltare anche di più. Però le stesse persone che ci dicono di non dimenticarci tutto ciò, nel loro piccolo (nel senso in questioni che coinvolgono una realtà minore, quale può essere un gesto in una partita di calcio rispetto a interi campionati di calcio) sono disposti a sorvolare sui gesti, provocati ma ugualmente sbagliati di uno dei più grandi campioni che abbia calcato il rettangolo verde con un pallone tra i piedi. Perché questo è Zidane, uno dei più grandi campioni nella storia del calcio. Per questo ieri sera, a vederlo caricare a testa bassa, ci siamo detti, ma come? cosa sta facendo? cosa ha fatto?

Davvero è come un Totti qualunque? Totti reagì con uno sputo, Zidane con una testata. Totti pagò con giornate di squalifica. Per Zidane, si è dimenticato e gli si è assegnato un premio. Questi sono i primi passi, le prime gocce a riempire il vaso. Si inizia così, con un primo “Passiamoci sopra” e si arriva a “Passare sopra” a cose sempre più grosse. “Cosa vuoi che sia una telefonata?” “Niente” e poi ci si ritrova con ore ed ore di intercettazioni telefoniche. Cosa vuoi che sia una testata? E poi ci si ritrova a giocare sulle spiagge con amici che si comportano allo stesso modo.  Un contentino, il premio, più alla carriera, per come sono andate le cose.

E non dico che Zidane non sia stato il miglior giocatore del Mondiale, perché ha fatto un grande Mondiale, ma chi parla tanto e male del calcio italiano, di dare esempio, è questo l’esempio che vuol dare? Perché se noi lo seguissimo, accadrebbe tutto ciò che il mondo vuole perché possa continuare a dire Italiani pizza mafia mandolino. Il mondo vuole questo? Vuole poter avere qualcuno come noi? Spero che i processi che stanno andando avanti ora compiano i passi necessari per ripulire un po’ il nostro calcio. Lo spero e me lo auguro. Che ci sarà giustizia sportiva, e altro.
Zidane, così, perché? Ce l’ha fatta Gattuso (e, con tutto il rispetto per Gattuso, tu sei calcisticamente parlando un mago rispetto a lui) a trattenersi, a dare un freno al suo agonismo, a non reagire ai falli degli avversari.
Zidane, se non ci fosse stato il tuo gesto, sarebbe stata una festa, ieri notte. Ma così, sembrava quasi ci dovessimo rivalere  per quel che era a successo. Ed abbiamo festeggiato, eccome se abbiamo festeggiato. Ma meno. Io ho mangiato un gelato. Era buono. Non avevo cenato, ed è andata così.
Occhio per occhio, dente per dente, non porta a niente.

Poi sono andato con Lei a casa. E quella è stata la parte migliore della notte, dove tutte queste cose non c’erano, eravamo solo in due, ad abbracciarci, senza offese e senza testate.
Così,
a Lei, un abbraccio

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  1. Angela C ha detto:

    Se un insulto personale provoca l’istintualità di uno sputo di tottiana memoria, un complimento osé sulla propria sorella corrisponde ad una testata alla Zidanne, nella malaugurata ipotesi, in campo, un giocatore, ossequioso al mater sempre certam est, dubitasse invece delle generalità paterne dell’altro giocatore cosa succederebbe ? propongo lo scuoiamento immediato e sul posto, salvo il diritto della parte lesa di confezionare dal prezioso “tessuto” una liseuse o un paio di boxer, naturalmente solo a titolo risarcitorio.

  2. Anonimo ha detto:

    siamo icampioni del mondo

  3. vincent Quaranta ha detto:

    Tutto il mondo sportivo ci invidia.Non e’ la prima volta che ci invidiano.Un mio caro amico:Cantaautore Luigi Sabatini di Toronto Canada,ha una delle piu’ belle liriche ce io da radiocronista di ben 54 anni di trasmissioni audovisive,abbia trasmesso:”TUTTI CI INVIDIANO:.
    Distinti Saluti,
    Vincent Quaranta
    Editore e produttore
    del periodico:”La Guida”
    Tel/Fax:905-354-8714
    Niagara Falls/Canada.”Noi siamo fieri della nostra stirpe”Cordialmente,Vincent Quaranta

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