Il mio “no” alla letteratura elettronica

Non posso più far finta di nulla: il libro elettronico è arrivato e si presenta come una reale e succulenta alternativa a quello cartaceo. La ricchezza e la semplicità d’uso degli ultimi dispositivi rendono gli eBook un’insidia concreta per le abitudini del lettore tradizionale.

E io che faccio? In quanto lettore, scrittore e coordinatore di un laboratorio di lettura, sento di dover prendere una posizione.

I motivi per cedere alla tentazione sarebbero molti: sono circondato da iPad e ho potuto verificare con i miei occhi come garantiscano un’esperienza di lettura di assoluto comfort; mia moglie ha già lasciato intendere che il numero dei libri ammessi in casa sarà contingentato per ragioni di evidenza geometrica; sono allergico agli acari della polvere. Inoltre non ho mai nutrito un attaccamento feticistico all’oggetto libro. E vogliamo parlare di quanto a cuore mi stiano gli alberi?

Se ciò non bastasse, la lettura è soltanto una delle esperienze secondarie a cui accedere per mezzo di queste benamate tavolette: sfiorando un cristallo con le dita potrei gettarmi nella rete, sfogliare un quotidiano, far vivere Cotus & Leon in colori vividi come la carta non mostrerà mai. Potrei sbirciare nella pagina facebook di un amico, cercare nuovi commenti sul sito di BombaCarta, sfogliare vecchie foto, riguardare una scena di Fantozzi, fare una telefonata alla mamma e mille altre cose che ora non posso neppure immaginare. Eppure, è proprio questa abbondanza che mi spinge ad affermare con solennità che non ho mai scaricato e mai scaricherò un libro da Amazon.

Perché quando apro un libro, lo faccio per cercare una pausa da tutto questo.

Cerco uno spazio in cui poter pensare per un’ora pensieri di un altro e trovare la libertà di ricreare i fondamentali della mia vita in modo nuovo e sorprendente. Voglio dare al libro il tempo e il rispetto che merita. Voglio dargli la possibilità di annoiarmi per una pagina o due, se capita, senza che mille diversivi siano alla portata di un click. Voglio spegnere tutto e affidarmi completamente al libro, disponendomi a seguire un discorso lungo e complesso che potrò apprezzare solo quando sarà concluso e voglio lasciargli lo spazio per poter fare quel discorso con calma, senza il tamburellare delle mie dita impazienti.

Voglio camminare lentamente, con la persona che ho scelto come unica compagnia. Voglio essere fedele e, siccome sono debole, scelgo di eliminare – per quanto mi è possibile – ogni tentazione.