BClings, l’esperienza di Annalisa

Non è la prima volta che succede.
Mi capita di trovarmi in situazioni completamente fuori dal mio ordinario e non saper dire bene come sia potuto accadere. Oggi è una di quelle.
Via del corso 530. Sono in ritardo. Le persone sono già disposte a cerchio in un’ampia sala vuota. Il soffitto è in legno. Ci sono degli affreschi. Si respira un’aria strana, fatta di una lunga storia passata di lì.
Ci sono più di dieci persone stasera, compresa me. Accenno un saluto, sono tutti concentratissimi. Con un po’ d’imbarazzo prendo posto anch’io. L’incontro è già iniziato da almeno una decina di minuti. Cerco di ascoltare ma non riesco a seguire.  Veronica , è stata lei ad invitarmi a prendere parte al laboratorio di scrittura creativa di stasera, sta leggendo il suo racconto. È completamente presa dalla lettura e dai suggerimenti che le vengono offerti subito dopo.
Terminato il suo intervento, qualcuno si rivolge a me. Mi presento ma preferisco non legger nulla oggi. Voglio ascoltare.
Mi guardo introno.
Eccetto Veronica, non conosco nessun’altro. “Ma chi sono queste persone?”,  non riesco a smettere di pensare scrutando quelle facce nuove.  È da quando sono nata che vedo la gente strana, si aggira ben mascherata sotto grossi cappotti tutti uguali e camicie ben inamidate ma io la vedo la gente strana, le gente che sotto quei cappotti tutti uguali è diversa. La chiamano curiosità la mia. Io semplicemente non mi spiego come abbia fatto a trovarmi seduta in cerchio in una sorta d’incontro tra alcolisti anonimi in cui invece delle problematiche da sostanze d’abuso si condividono gli effetti della creatività.
Creatività,  questa grande sconosciuta. Dopo il liceo classico ho finito per chiudere le parole nel passato iniziando a lavorare con i numeri e le percentuali, le medie statistiche.
Ma le parole mi mancano e i racconti che seguono quella sera sono tanti e diversi, ognuno ha portato uno stralcio di un proprio manoscritto.  Con mia vera sorpresa quei racconti mi piacciono, non mi annoiano, anzi, mi incuriosiscono. È un incontro di idee, personaggi, intrecci buttati qua e là in modo non casuale. Ognuno ha con sé una storia da raccontare.
Si finisce più tardi del previsto e io, a fine serata, mi ritrovo con un mal di testa fortissimo. Probabilmente non faccio funzionare certe parti del mio cervello da troppo tempo, da troppo tempo non gioco con quell’ingestibile diversità che è l’originalità.
Sembra proprio che sia arrivato il momento di riprovarci!

Annalisa Fittipaldi

Sul laboratorio BClings, leggi anche l’esperienza di Daniela