Quando la vita si fa parola

di Giuseppe Condello dell’Associazione “Le Madie

L’uomo e la storia degli uomini. L’uomo e la sua storia. Tutto vissuto nell’immediatezza spontanea e riflessiva dei versi, nei rapimenti di luce, “nel cuore che è il paese più straziato“. I morti che parlano di dolore e della precarietà della vita umana di fronte ai grandi e tragici eventi militari e politici. La moralità dell’uomo ridotta a un cumulo di odio e le parvenze della retorica che macinano propaganda sono attuali nel Novecento.

Ungaretti Giuseppe, un cognome e un nome, eppure, un poeta. Lui forse più di altri nel secolo XX ha incarnato con la sua poesia il disagio, il dolore, la profonda commozione per l’umano indifeso.

Tristi sere e senso di uno scoramento, di un perdersi nel nulla per esprimere la grandezza, forse ricercata, ma spontanea, della poesia. Un mondo e un modo di essere poeta e uomo, che ci fa comprendere come Ungaretti sia stato un piccolo eroe letterario del suo tempo. Non è forse eroico raccontare con dignità scarna e antiretorica il senso della Storia del suo tempo e il senso di uno smarrimento di fronte alla crudeltà, ma anche alla bellezza?

Ma parlare di Ungaretti significa anche parlare del valore della poesia del Novecento, dell’anima racchiusa dei poeti e dei letterati che parlano e raccontano del male di vivere. Lui invece, si eleva a cantore aperto, non fuori, ma dentro una logica esistenziale, ma l’esistenza è caratteristica di una immersione semplice e pura nei sentimenti, nel sentimento autentico di rinnovamento e liberazione della parola poetica. Parlare di Ungaretti significa parlare dell’essenzialità della parola, del suo suono più intimo, più puro, di un accento forte che si idillìa in canto. Una parola scarna e scarnata, essenza di semplice profondità, prorompente innovazione poetica e liberazione dagli schemi consueti del ragionamento: il pensiero procede all’immediato e il passato riemerge come origine e rievocazione di visioni e di memorie.

Parlare di Ungaretti significa parlare del sentimento pieno, del tempo che si unisce alla dimensione intima, profonda ed umanamente vissuta del sentimento. Ungaretti non cade mai nel sentimentalismo, così egli diventa poeta del sentimento per la ragione del canto universale di un padre che si scopre fragile e triste per la morte del figlio Antonietto. Ungaretti è il poeta e l’uomo, la vita che si fa parola essenziale, la storia che si fa poesia e la poesia che diventa testimonianza dei drammi storici del Novecento, il canto che è sfera intima della partecipazione umana “all’ardere di inconsapevolezza” “al rimescolamento nei fiumi“. Ed è con il canto che muove dal cuore per proiettarsi nell’eterno poetico del tempo che sta una delle pagine più belle e intense della poesia del Novecento.

7 commenti a “Quando la vita si fa parola”

  1. Giulia ha detto:

    Amo moltissimo Ungaretti per come sa dar voce i sentimenti, per il suo stile. Mi è piaciuta molto la tua presentazione. Ciao Giulia

  2. pina ha detto:

    Ungaretti è ancora la voce espressiva di ogni generazione. La sua è sapienza
    poetica che, dopo aver dissepolto e scavato nel vissuto, si presenta a noi
    nel ritmo intenso di un sentimento.
    Grazie a te Giuseppe Condello.
    Pina

  3. paolo pegoraro ha detto:

    Agli Ungarettiani in ascolto consiglio anche la lettura di questo *denso* saggio:

    http://www.rivistasaudade.altervista.org/index.php?mod=&opmod=read&id=it/1175794085

  4. Tita ha detto:

    Ho seguito il tuo consiglio: non ho solo letto il saggio ma ho guardato, per ora superficialmente, il sito con i servizi che offre.

    L’ho trovato molto interessante.
    grazie.

  5. Alessandro ha detto:

    ciao volevo dire ke trovo interessante la tua presentazione dell’Ungaretti e volveo chiederti se potevi aiutarmi x gli esami di maturita visto ke porto proprio Ungaretti…e mi servifrebbe qualkosa sulla poetica dell’UNGERETTI..se mi puoi aiutare…grazie

  6. rosalia ha detto:

    semplicemente..era proprio cio che stavo cercando..qualcuno che racchiudesse in poche parole la grandezza di Ungaretti…sto facendo l esame di stato..ho fatto un percorso..s intitola La Magia delle Parole..e in italiano ho scelto proprio Ungaretti..in particolare Il porto sepolto e Commiato..grazie per l aiuto..se per caso dovessi avere altri di questi testi interessanti potresti inviarmeli per e mail..??grazie di nuovo..

  7. Katia ha detto:

    Cari ragazzi, non riesco a fare molto, subito, per voi con questo caldo, ma forse questo in rete non lo avete ancora scovato:
    http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=688
    http://fermicorsod.blogspot.com/2006/05/ungaretti-sul-web.html
    http://www.educational.rai.it/railibro/mediateca.asp?id=13

    In bocca al lupo!

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