L’antico istinto del meraviglioso

Vi annoiate? Avete l’impressione che le cose attorno a voi girino sempre allo stesso modo e che le novità che ci arrivano addosso ogni giorno siano tanto numerose quanto insignificanti? Che la velocità a cui gira questo mondo non porti da nessuna parte?

Se la risposta è , allora la pensate come i protagonisti di Injection, fumetto scritto da Warren Ellis e illustrato da Declan Shalvey (pubblicato in Italia da SaldaPress).

Injection racconta la storia di cinque menti geniali, radunate da una struttura governativa per fare proiezioni sul futuro. I cinque raggiungono la medesima conclusione: dopo un picco di innovazione, la società sta per cadere in un lungo stallo. Il progresso si sta arrestando. Per risolvere il problema i geni danno vita ad una sofisticata intelligenza artificiale, la mescolano ad un pizzico di magia e la liberano nel XXI secolo con il compito di ridare sprint al futuro e rendere le cose più interessanti.

Appena venuta al mondo questa intelligenza si mette a rievocare la versione distorta di folletti e altre creature del folclore britannico e le scaglia contro i suoi creatori, per punirli del loro peccato. Quale peccato? Non aver capito che il mondo era già interessante così com’era.

Nel suo capolavoro Ortodossia, Chesterton scrive che “tutti amano le novelle meravigliose perché esse toccano la corda di un antico istinto del meraviglioso.” E ancora: “Queste novelle ci dicono che le mele erano d’oro solo per rinfrescarci la memoria svanita di quando ci accorgemmo che erano verdi. Scorrono fiumi di vino solo per ricordarci, in un attimo folle, che nei fiumi scorre l’acqua.” In un passo che non riesco a ritrovare, sostiene che ci affascinano le storie fantastiche di folletti e fate perché ci ricordano la meraviglia che abbiamo provato la prima volta che abbiamo visto un fiore. Sembra proprio questa la lezione che Warren Ellis ha mandato a memoria prima di mettersi a scrivere Injection, fumetto capace di ribaltare molti luoghi comuni della narrativa fantascientifica contemporanea gettando l’amo nel mare pescoso della tradizione.

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