Io non faccio “letteratura”. La mia vita, la nostra vita, quella di mia moglie e di mio figlio Eric, che adesso ha sei anni e mezzo, è stata davvero sconvolta dai Signori Tedeschi, che sono rimasti proprio gli stessi. Così scriveva Paul Celan in una lettera del 19 gennaio 1963. In quest’affermazione c’è tutta la […]
Il volto violento della Grazia
Questo pezzo è stato pubblicato su Letture A quarant’anni dalla morte la scrittrice americana scuote ancora le coscienze dei lettori con il suo cristianesimo tragico e paradossale, avverso a quella cultura che ha eliminato il mistero e ha addomesticato la disperazione. Il 3 agosto di quarant’anni fa moriva a 39 anni Flannery O’Connor. Era nata […]
Laboratorio di Lettura (Roma)
Giovedì 23 marzo alle ore 19:30 si svolgerà il nuovo incontro del Laboratorio di Lettura “Flannery O’ Connor”. Tutte le notizie sul laboratorio le trovate qui
Memorie di BombaCarta
Ripubblichiamo il doppio report che Manuela Mardin Ardingo e Marco Candida dedicarono alla loro prima esperienza d’Officina BombaCarta. Risalgono a quando Vibrisse arrivava per posta elettronica)…Iniziamo con Manuela: In Una cosa piccola ma buona di Carver c’è speranza. Ne Il bagno di Carver c’è disperazione. Se c’è stata una cosa nitida nella giornata di sabato […]
“Cattedrale” di Raymond Carver
Mi fa piacere segnalare che Minimum Fax ha messo online Cattedrale, uno dei racconti più belli di Carver (a parer mio, il più bello in assoluto, una spanna sopra gli altri).
La speranza non è la negazione del tragico. Reazioni alla poetica dello scolapasta
Non capita a tutti d’avere un dialogo quasi quotidiano con uno scrittore, io ho questa fortuna. Demetrio Paolin, giovane promessa mantenuta della letteratura italiana mi dedica spesso attenzione e scrive stimolanti speronate. Lo ripeto: la polarità che va incancrenendosi tra noi due è una delle cose più arricchenti della mia vita. Al pezzo sullo scolapasta, Demetrio […]
Quello che la letteratura ditta dentro. Scrivere con lo scolapasta
La notte che arrivò il venditore di scolapasta, stavo costruendo il mio palazzo della memoria. Ci lavoravo già da due mesi in quel cantiere di pensieri, impastavo ogni notte tre caldarelle di sabbia e cemento e poi a colpi di cazzuola tiravo su le pareti, le tiravo su cantando perché cantando tutto è più facile: […]