Un mito vivo.

Ascolto in auto Dig!!! Lazarus Dig!!!, l’ultimo album di Nick Cave and the Bad Seeds e penso che…

… i The Cure ormai fanno belle litografie dei propri successi, i Depeche Mode sembrano i parrucchieri alla moda dei ribelli elettronici degli anni ottanta, gli U2 hanno scacciato il fuoco irlandese con 3 o 4 trasfusioni di sangue e stelle e strisce, gli Smiths si sono disintegrati, dei Sound non ho più notizie…

…ma Nick! Dopo trent’anni di carriera spara ancora pallottole così incandescenti. Dove la trova la legna con cui tenere acceso il suo fuoco, eh? Dove la trova?

1 commento a “Un mito vivo.”

  1. Mino Di Comite ha detto:

    Come non sottoscrivere la tua analisi.
    E’ lo stesso pensiero che spesso mi ritrovo a fare…forse un minimo di magnanimità l’avrei con i Depeche Mode che, tra alti e bassi, più bassi che alti, riescono ancora ad infilare qualche pezzo di buon livello nei loro lavori, cosa che purtroppo non è più imputabile ai Cure, gruppo che ho amato (e che amo ancora) e che ho sempre seguita con smodata passione. Purtroppo non vi è più traccia dei Sound. Dopo il loro scioglimento, Borland ha proseguito con la carriera da solista, piuttosto pessima prima di suicidarsi alcuni anni fa sotto un treno. Ascolto con grande soddisfazione l’ultimo lavoro di Cave, di cui parli.

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