Laboratorio O’Connor – febbraio 2010

Continuano con una buona presenza di pubblico gli incontri del Laboratorio Flannery O’Connor, momenti d’incontro e di scambio sull’esperienza della lettura.

L’appuntamento del 4 febbraio ha visto l’inserimento di new entry nella “lista degli autori” e lo stimolo di belle discussioni, in particolare su quale sia il punto di vista di scrive, di chi racconta, che, spesso, non coincide del tutto con il punto di vista del protagonista del brano oggetto di lettura. E questo interessante aspetto, evidenziato in più di un caso, porta inevitabilmente a galla la possibilità di abitare un testo su più piani, in diversi “ambienti”, attraverso differenti “io”.

La scelta dei brani letti è stata solo parzialmente ispirata dai temi delle Officine di BC: due avevano attinenza con il verbo “navigare”, mentre gli altri sono stati suggeriti dalla libertà più assoluta, cardine principe del leggere.

Ecco i testi:

Caino e Abele, Jeffrey Archer (pagina con la sommaria descrizione dell’infanzia di William Kane, adorabile bambino che il padre, svolgendo in maniera asettica e istupidita il proprio ruolo, già immagina quale futuro senatore);

Il negro del “Narciso”, Joseph Conrad (è il momento in cui Jimmy Wait, marinaio negro che dichiara per tutto il viaggio di essere malato, viene trasportato fra l’incredulità generale a poppa e osservato in ogni suo minimo movimento);

Viaggio al termine della notte, Louis-Ferdinand Céline (una pagina di durezza e cinismo che attraverso la descrizione del passaggio della nave Amiral-Bragueton dalle coste del Portogallo all’Africa fornisce allo scrittore i mezzi per rappresentare i più rabbiosi istinti dei passeggeri, definiti globalmente “confessione biologica”);

Una solitudine troppo rumorosa, Bohumil Hrabal (un colpo d’occhio sulla realtà di un gruppo di zingari praghesi descritti secondo i canoni propri dei personaggi che vivono ai margini della società, ma che si distinguono per la “fierezza” con cui ammirano uno di loro che è andato lontano, diventando poliziotto);

Vino (Wine), Raymond Carver (una poesia tratta dalla raccolta Il nuovo sentiero per la cascata dove Carver racconta quasi in maniera autobiografica la “caduta” di Alessandro Magno nel baratro dell’alcolismo, causa primaria ed inevitabile della distruzione di Persepoli e dell’uccisione dell’amico Cleto-Patroclo);

Goblin market (Il mercato dei folletti), Christina Rossetti (frammento del poema omonimo tratto dalla raccolta Goblin Market and Other Poems (1862): una scena vivacissima, piena di movimento dove folletti “assatanati” tentano inutilmente la bella Lizzie, fanciulla che resiste “come un giglio nella piena” al gusto meraviglioso di frutti che fanno invecchiare);

La verità su Paganini, Achille Campanile (tratto da Racconti musicali a cura di Carlo Boccadoro: un esilarante dialogo fra dua anonimi personaggi che commemorano Paganini e la sua principale virtù: rompere le corde del violino).

Tutta la libreria dei laboratori O’Connor è disponibile su Anobii.

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