Arte e politica.. arte “è” politica?

Ciceruacchio che arringa la folla, davanti alla Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo.

Quanti e quali sono i nessi tra arte e politica? Tanti, senz’altro. Mi è venuto in mente questo legame leggendo il libro intervista all’ex segretario della DC Ciriaco De Mita (“La storia d’Italia non è finita” ed.Guida), che ad un certo punto fa un paragone tra le due cose e dice che:  “Ritengo che la politica offra l’opportunità di far convergere persone che hanno bisogni ed esigenze comuni nell’individuazione e nella scelta degli stessi strumenti per dare ad essi risposta. Una tale scelta non può rivolgersi a strumenti ottimi o unici, poiché non esistono, ma ai migliori tra quelli che si hanno a disposizione. […] Non l’ho mai considerata [la politica] un mestiere o una professione fra le altre, bensì un’attività molto importante, contraddistinta da una peculiare fisionomia. Senza esagerare, tendo ad assimilarla, almeno a paragonarla, per qualche verso, alla creatività dell’artista, poiché, per fare veramente politica, una qualche capacità ideativo-inventiva giova. E’ la qualità delle cose che un politico pensa e, coerentemente, dice e fa, cercando di creare intorno ad esse ampio consenso, che ne segnala la statura e ne determina il ruolo e il successo.”

Mi piace molto la prima parte della riflessione: la politica come ricerca della via migliore ma non in assoluto, ma solo attraverso la fatica di adeguarsi alla realtà, di accettare il limite, di lavorare con quello che si ha. Niente libertà assoluta, niente arbitrarietà o capricciosità, nella politica come anche, penso, nell’arte. In questo mese dedicato al rapporto tra autorità e libertà, mi sembrava pertinente ascoltare le parole di una “ex-autorità” che ci dice dell’inevitabile “relatività” (e contingenza) di ogni avventura umana, quella apparentemente così prosaica del governo e quella apparentemente più affascinante dell’espressione creativa-artistica.

  • Elvis Pavan

    Però l’ Arte rispetto alla Politica ha anche la funzione di elevarci dalle miserie quotidiane e metterci in contatto con l’Alto. Pensiamo alla musica di Bach, tanto per restare in tema del rapporto tra regole e libertà creativa, che Cioran considerava l’unica prova dell’esistenza di Dio.

  • Andrea Monda

    beh, anche la politica che Paolo VI definiva “la più alta forma di carità”, dovrebbe fare lo stesso, o no?

  • Forse la politica soffre rispetto all’arte delle diffidenze che abbiamo nei confronti dell’uomo, l’arte – al contrario – sembra qualcosa di esterno.

  • Andrea Monda

    verissimo quanto dici sulla diffidenza sulla politica.. ma è il sistema sicuro per abbassare il livello della politica, come in tutte le cose, con fiducia e amore le cose si fanno bene, senza diventa tutto più difficile. Sull’arte che sembra una cosa “esterna”, non saprei.. a volte è vista come espressione di un “fuoco” interno, il sacro fuoco dell’arte.

  • Pietro

    Sono i limiti umani, la nostra umiltà e il fervore, che ama il Signore. ” L’Amore per donarci buone risposte, suscita le domande”. In politica,” la più alta forma di carità”, le opere rivelano la misura della Fede, e della ricerca del bene comune. L’uomo che serve per Amore, è molto utile alla polis. Anche nell’ arte si manifesta lo sviluppo raggiunto dalla umanità in cammino verso la Civiltà dell’Amore! L’arte è Arte quando l’artista è solo lo strumento docile nelle mani di Dio. In questo senso tutti siamo artisti autentici e creativi sempre e ovunque a 360°… L’Arte è vedere tutto il Bello del creato con gli occhi di Dio!