“Art is the center of the real world”

“Art is the center of the real world”, la leggerete, nel video, questa frase, composta da frammenti di specchio, vetri colorati incastonati sulla parete dipinta in mille colori. E vi colpirà come una vera esplosione. Isaiah Zagar è un folle, ma come l’autore de I Bisonti di Altamira, non può non esprimersi.

A Philadelphia, nei pressi di una fabbrica di vetro in disuso e altri fabbricati abbandonati del suo quartiere, questo artista ha cominciato a raccogliere e conservare oggetti, frammenti, detriti e li ha restituiti sotto forma di mosaico, installazione, murales. Ha iniziato cinquant’anni fa nelle stanze della sua casa, giù per i corridoi e su per i soffitti. Poi è uscito fuori ha trasformato le facciate e non si è più fermato, per tutto il quartiere, per le strade, nei giardini, sui muri degli altri edifici della città.

“Art is the the center of the real world”

Urgenza, sforzo immane, questi gli ingredienti di Isaiah, percezione di una realtà che quando svela la sua potenzialità lascia esterrefatti.  Frammenti insignificanti si trasformano e cercano di manifestare qualcosa che è troppo grande per essere afferrato. La sua arte è esplosiva, è complessa, si espande, occupa spazio, cerca. Come Kurt Schwitters accumula oggetti e frammenti ma la sua è una ricerca non concettuale ma vitale.

Su Isaiah Zagar uscirà un film nel 2009 intitolato In a dream, vincitore di numerosi premi, qui troverete il trailer del film, consiglio di dargli un’occhiata. Non lo consiglio invece a chi pensa di partecipare alla prossima Officina di BombaCarta. Se ci sarà spazio, potremmo vederlo e commentarlo insieme il 20 dicembre.

Ultima annotazione: il brano musicale è dei Efterklang, un collettivo di musicisti danesi di estrazione post-rock con influenze folk ed orchestrali, ed è tratto dal cd del 2007 Parades.