VENEZIA 68 – BombaDiario 2 (HAIL, CARNAGE, SEEDIQ BALE, PHOTOGRAPHIC MEMORY, SCIALLA!)

Hail di Amiel Courtin-Wilson

Hail di Amiel Courtin-Wilson

Di seguito, vi presentiamo i film visionati nel corso del seconda giornata della 68.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia:

Secondo giorno – 02 settembre 2011

HAIL di Amiel Courtin-Wilson (Orizzonti)
L’impossibilità di rifarsi una vita dopo l’uscita di prigione è il punto di partenza di questa splendida e tragica storia d’amore e di privazione in precario equilibrio sociale. Non siamo di fronte ai soliti bellocci da baraccone ma a due veri e propri relitti umani, alla costante ricerca di una serenità personale e di coppia che sembra impossibile da raggiungere. I continui dettagli di questi grossi corpi umani, ripresi prima sfocati e poi no come fossero dei grossi pezzi di carne vitali, delineano una pellicola visivamente incantevole che concede dei picchi onirici visualmente e sonoricamente degni del miglior cinema sperimentale. Senza ombra di dubbio, fino ad ora il miglior film visto – da chi scrive – in questo Festival.

CARNAGE di Roman Polanski (Concorso)
Due coppie si ritrovano in un appartamento per discutere circa un litigio avvenuto tra i rispettivi figli: finiscono per parlare di tutt’altro, mettendo in crisi convinzioni personali e dinamiche familiari. Con una regia piuttosto classica, Polanski mette in scena l’intelligente riaddattamento di una piece teatrale interamente ambientata in un salotto finto-borghese. Il risultato è un ottimo film, in cui si ride – tanto, ma con una punta di amarezza – delle convenzioni sociali che regolano i rapporti umani. Premio ex aequo per i migliori attori già ipotecato per il quartetto Rilley-Foster-Winslet-Waltz? VOTO: 7,5/10

WARRIORS OF THE RAINBOW: SEEDIQ BALE di Wei Teng-Sheng (Concorso)
Kolossal taiwanese che racconta l’epopea della rivolta di Wushe nel 1930, quando 12 tribù di “selvaggi”, nel tentativo di riacquistare l’indipendenza, vengono massacrate trucidamente dai coloni giapponesi. Un film epico e popolare, quasi di genere, che non lascia spazio a grandi riflessioni socio-politiche: il focus narrativo, tra decapitazioni e suicidi di massa, è incentrato quasi totalmente sulla dialettica umana tra oppressore e invasore, raccontata forse con un po’ troppa emotività. VOTO: 6,5/10

PHOTOGRAPHIC MEMORY di Ross McElwee (Orizzonti)
Il rapporto conflittuale col figlio adolescente spinge il regista-fotografo McElwee in viaggio in Francia, alla ricerca della memoria di se stesso a vent’anni. Tra fotografie personali, filmini amatoriali di famiglia e video che documentano il percorso condotto dall’autore, questo documentario sperimentale ci regala intesi momenti di rara intimità. Emozionante.

SCIALLA! di Francesco Bruni (Controcampo)
Come potrà finire la convivenza forzata tra un giovane adolescente romano con la passione per l’hip-hop e poca voglia di studiare e un vecchio professore lombardo, che ha smesso di insegnare per scrivere autobiografie da ghost writer di personaggi famosi? Scialla! Modo di dire tipicamente romanesco, traducibile forse con un laconico “Stai sereno!”, è anche il titolo di questa divertente commedia di formazione, con un Fabrizio Bentivoglio in grandissima forma. Una boccata d’aria tra i drammoni festivalieri. Frizzante.