Librarsi a leggere in biblioteca, efficace antidoto al freddo

Martedì sette febbraio si è svolto il consueto incontro di lettura presso la biblioteca delle Oblate a Firenze. È stato molto bello, e a beneficio di coloro che non c’erano, metto qui sotto un breve resoconto della serata, ma molto parziale ed incompleto. Il modo migliore per trarre il bello di queste cose è venire di persona, per esempio al prossimo incontro che sarà martedì 6 marzo alle 21 e 30 presso le Oblate.
Il primo brano della serata è stato “Piccoli suicidi tra amici” di Arto Paasilinna, letto da Marco.
L’incipit del libro è la conferma degli stereotipi sui maschi e femmine finnici. La famiglia finlandese e l’intero popolo finlandese comincia a bere dalla mattina di san giovanni fino a notte inoltrata, descrivendo questa festa come una vera e propria battaglia contro la malinconia. È, sì, la conferma dello stereotipo ma scherzandoci sopra. L’immagine è efficace ed autoironica visto che, oltretutto, l’autore è un finlandese.

Martina e Toni, senza scriversi o telefonarsi, hanno letto due brani tratti dallo stesso libro: “La storia infinita” di Michael Ende. In cinque anni di gruppo di lettura, mai successo.
Il libro, spiccatamente fantasy, è invece un ottimo mezzo per descrivere la realtà attraverso metafore, simboli, archetipi. Nel primo brano si legge un dialogo tra Atreiu e Mork, quest’ultima una creatura a metà tra due mondi, quello di Fantàsia e il mondo reale. Nel secondo si legge del momento in cui Bastiano, lettore del libro, diventa il protagonista della storia che sta leggendo(un po’come quando si legge un bel libro). Illuminante e attuale: sempre meno persone frequentano il mondo inconscio, il mondo simbolico. Cristina, nostra lettrice, vive il brano con angoscia, con questo Nulla che inghiotte progressivamente Fantàsia. L’angoscia dura per gran parte del libro.

“Il cancello degli angeli”, di Penelope Fitzgerald, letto da Cristina. Descrizione molto particolareggiata di vita infima di quartiere di Londra. Fred e Daisy fuggono di continuo per non pagare l’affitto. Dialogo con motti di spirito, una madre e una figlia molto afflitte e molto strane. Libro strano con parti carine e parti incomprensibili. Altalenare di un testo quasi non editato. Ironia che fa sembrare leggera la loro vita, nonostante alcuni odori piuttosto pesanti.

“Parli sempre di corsa” di Linus, letto da Stefano. C’è la leggerezza della corsa, che l’autore si porta a casa, dopo essere stato per un po’ in Kenia a correre. Il beneficio dell’esperienza di dove sei stato, e forse risulta ancor maggiore il beneficio di lasciarsi alle spalle, seppur per pochi giorni, tutto il quotidiano di casa tua.

“Qualcuno con cui correre” di David Grossman, letto da Luca. L’adolescenza è un periodo senza tempo, senza una netta presa di posizione, ma alla fine di questo periodo bisogna fare una cernita degli affetti, come sta cercando di fare Assaf. In Israele la dimensione è particolare: si diventa adulti prima lì, ma in fondo è così dappertutto, è solo che questo momento arriva prima. E c’è un ripetersi nel tempo, non solo alla fine dell’adolescenza, di questa condizione: il tentativo di capire e di riscoprire quali sono i tuoi veri affetti, di capire se sei dentro(per gli altri) o sei fuori. Assaf sta capendo dove sta la realtà. E’ più sorpreso di sè stesso piuttosto che per la perdita dell’affetto dell’amico, non gli interessa perché non ha alcun interesse a mantenere questo affetto. Da tempo non racconta al suo amico – e quindi non può definirsi tale – ciò che per Assaf conta veramente: per esempio il suo interesse per la fotografia e il tempo infinito che lui impiega a cercare dei soggetti che valga la pena di essere ritratti in condizioni ideali di spazio e tempo.

Poesia “Residuo” di Carlos Drumos De Andrade, letta da Francesca L’unica poesia che conosce di questo autore.
Ciò che rimarrà di questo poeta, il suo “residuo”, fa rievocare a Francesca quello che rimarrà di lei. Fa pensare che cosa c’è che rimane dell’umanità intera. Un’immagine, una figurina, una porcellana sbeccata. Si ha la coesistenza dei più disparati simboli e oggetti nello stesso elenco, formando dei forti e apparenti contrasti.

Ecco, questi sono i testi, ma il bello di una serata tra amici lettori non può essere reso solo a parole. Potete, ripeto, provare di persona: ci vediamo martedì 6 marzo alle 21 e 30 presso la fantastica biblioteca delle Oblate.