Un decalogo

In barba al relativismo, ecco 10 massime che mi sentirei di consegnare a mio figlio (anche se non saprei spiegare bene perché):

  1. Se cedi a una provocazione – comunque vada dopo – il provocatore avrà vinto.
  2. Non pretendere di conoscere bene te stesso, non accettare che qualcun altro pretenda di farlo.
  3. Le idee, come l’acqua, possono essere chiare se non sono molto profonde.
  4. Tratta con rispetto tutti, chiedi rispetto a tutti.
  5. La ragione e il torto sono categorie sopravvalutate. Valuta maggiormente l’umiltà e la gratuità.
  6. Forte è chi ha il coraggio non sembrarlo.
  7. Spesso chi parla di buonismo teme la bontà. Nel dubbio, meglio essere buonisiti che cattivisti.
  8. Cerca posti in cui coltivare la forma più pura della libertà: quella da se stessi. Io li ho trovati nei libri e nella preghiera.
  9. La vergogna spesso è una consigliera migliore della paura.
  10. Ogni buon decalogo deve contenere un tasto per l’autodistruzione. Cercalo, per poi poter decidere liberamente se farne uso.

10… 9… 8… 7… 6…

4 commenti a “Un decalogo”

  1. andrea monda ha detto:

    complimenti Maurizio, bel decalogo, anzi dacalogo! Lo sfrutterò tutto, compreso il tasto…

  2. carlo doroldi ha detto:

    Non sono d’accordo sul punto 9:
    la paura è una emozione autentica,
    la vergogna invece indotta dall’ambiente.

  3. Maurizio ha detto:

    la mia esperienza personale mi dice che anche la paura è molto molto indotta

  4. Bellissimo decalogo, Maurizio.
    Lo conservo in archivio perché, come sai, tra poco servirà anche a me :-)

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