Natale diffuso e convergente

Ogni Vita Converge verso un Centro
Espresso – o Tacito –
Esiste in ogni Natura Umana
una Meta –

Ch’essa stessa ammette a mala pena – forse
Troppo bella
Per l’audace Credibilità rischiare.

Adorata con cautela – come un Fragile Cielo –
Raggiungerla
Sarebbe senza speranza, come la Veste dell’Arcobaleno
Toccare –

Eppure per chi persevera – è più sicura – quanto Distante.
Come alto –
alla lenta diligenza dei Santi –
Il Cielo –

Non guadagnato – forse – dalla povera Impresa di una Vita –
Ma poi –
l’Eternità rende possibile lo slancio
Di nuovo.
Emily Dickinson
(traduzione mia)

Sotto le apparenze di un neonato tra le braccia della Madre, Tu sei penetrato nella mia anima. Ed ecco ripetendo e prolungando in me il cerchio della tua crescita, la tua umanità palestinese si è via via espansa in tutte le direzioni, quale un’iride dalle innumerevoli sfumature per cui la tua Presenza, senza nulla distruggere, impregnava animandola ogni altra presenza attorno a me… E tutto ciò perché, in un Universo che mi si rivelava in stato di convergenza, Tu avevi preso la posizione chiave del Centro totale in cui tutto si raccoglie… Fantastico sciame di corpuscoli che – cadendo come la neve dalle profondità dell’ Infinitamente Diffuso ci riporta nel suo turbine…
Pierre Teilhard de Chardin

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