Il migliore

Bernard MalamudPer chi non se ne fosse accorto, vorrei farvi notare che Minimum Fax sta ristampando alcune opere di Bernard Malamud, un grandissimo scrittore. A partire da Il migliore, il suo primo romanzo. Flannery O’Connor, nel 1958, in una lettera rivelava il suo entusiasmo per The magic barrel, la sua prima raccolta di racconti e devo ammettere che la scrittrice della Georgia ha ragione anche questa volta: Il migliore è un libro splendido. Inoltre, ho ritrovato molto di Flannery nella prosa di Malamud. Ad esempio, le lacrime di Roy nel finale ricordano quelle che versa il protagonista de La schiena di Parker alla fine del racconto. Anche l’albero che va a fuoco di fronte allo sguardo allampanato di Parker fa pensare all’albero da cui Roy Hobbs, il protagonista del romanzo di Malamud, ha tratto la sua micidiale mazza da baseball, quella wonderboy che alla fine del libro, su una palla sbucciata, si spacca a metà.

Oltre al simbolismo, c’è lo stesso gusto per il grottesco: ad esempio, nel personaggio de “Il giudice”, questo oscuro e avido individuo che porta Roy a toccare il fondo della sua esistenza. E poi, anche in Malamud il senso del destino è forte, un destino che si gioca verso l’alto o verso il basso. Insomma non e’ un caso una scrittrice cattolica del Sud degli States apprezza la prosa di un ebreo di New York. Alla fine della fiera, è la carne al fuoco, la carveriana legna da ardere che conta, che unisce le sensibilità. Eppure si continua ad accostare Malamud a Philip Roth, due scrittori distanti anni luce, solo per il fatto di essere entrambi ebrei e di appartenere alla stessa generazione…