O Qoelet

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“Vanità delle vanità” dice Qoelet. “Tutto è vanità”; non c’è niente di nuovo sotto il sole, quello che è stato sarà di nuovo e quello che è si ripeterà.

Abbiamo pensato che c’è una città, con la sua gente, che vive queste e le altre parole del vecchio saggio Qoelet. Questa città è Napoli, con il suo bel golfo di mare blu che in realtà giace sopra un enorme lago di fuoco sotterraneo, potente quanto il vesuvio che esploderà un giorno o l’altro.

“Tutti i fiumi vanno a mare”, fiumi di acqua, fiumi di gente, fiumi di persone che vivono la giornata aspettandosi solo quello che darà in quello stesso giorno. C’amm’a’fa’: adda passa’ a’nuttata.

La saggezza di Qoelet ci ricorda quella dei tanti anziani che a Napoli passano quasi tutta la giornata seduti su una sedia fuori dal loro “basso”, la casa che si affaccia direttamente in strada, conversando e lasciando che il giorno scorra. Perché agitarsi tanto? Tutto è vanità. Tutto passa, portato dal vento. E il vento soffia, e soffia ancora, e ‘ncoppa ai giri sui turn’a sciosscia’. Vanità delle vanità, vento di vento.

I traghetti che da Napoli vanno alle isole sono l’emblema dello spirito del Qoelet: passano, ripassano, ripassano, avanti e indietro e cosi’ via tutti i santi giorni…

E tutto quello che è stato, bello, buono, cattivo o dolce, ritorna al mare, e si spegne alla fine.

Abbiamo provato a riesprimere questi ed altri sentimenti del vecchio Qoelet “traducendo” il testo della Bibbia in napoletano. L’abbiamo ascoltato, recitato, e l’abbiamo “visto” nelle immagini forti di questa città tra code, corse, panni stesi nei vicoli dei quartieri spagnoli, pattumiere, graffiti, musica, autobus perennemente fuoriservizio, case in perenne restauro, mare, vento, sole, tramonti, albe, notti e giorno.

Ne abbiamo fatto una video-poesia che unisce la Sacra Scrittura con una realtà molto reale, un documento che possa emozionare ancora ed in un certo qual modo travalichi alcuni confini.

“O Qoelet” è stato realizzato da quattro studenti della Facoltà Teologica di Napoli – San Luigi, come elaborato del corso sui libri sapienziali (tra cui appunto il Qoelet).

La fotografia è stata curata da Alessandro Viano, un giovane gesuita di Torino con la passione dell’immagine. Eraldo Cacchione, uno gesuita originario di Milano, si è divertito a montare il pezzo col suo Mac. La voce fuori campo in napoletano è quella di Rosario Antignano, seminarista della diocesi di Acerra e consumato attore di teatro.

L’ideazione e la regia è stata invece opera di Giuseppe Zito, gesuita laureato in Film Production presso la Loyola Marymount University di Los Angeles e già regista di corti in video e pellicola che hanno partecipato e vinto premi in vari festival italiani e statunitensi.