Intervista a Elena Bono

Margherita Faustini

Poesie. Opera Omnia (Elena Bono)

Poesie. Opera Omnia (Elena Bono)

Conoscevo già tutte le poesie di Elena Bono, per lunga ed antica consuetudine di lettura, ma poter seguire, grazie alla recente pubblicazione di POESIE Opera omnia (Le Mani, Recco – Genova, 2007), le varie sillogi consecutivamente, mi ha permesso di apprezzare, con maggiore senso critico, la loro levatura sia tematica che stilistica. Permeate da intensa spiritualità, le liriche della Bono si collocano tra terra e cielo; condotta in questa dimensione, ho potuto assumere in toto la visione esistenziale dell’autrice. Pur accogliendo, partecipe, le sofferenze del mondo, mai lei dimentica il calvario di Cristo che, ubbidiente al volere del Padre, è giunto all’estremo sacrificio della Croce per donarsi a tutti gli uomini della terra.
Vorrei aggiungere altre considerazioni, ma oggi, giorno in cui il volume Poesie Opera omnia (Le Mani, Genova-Recco, 2007) viene presentato a Chiavari, da Elio Gioanola, preferisco rivolgere alla poetessa delle domande, alcune delle quali costituite da suoi stessi versi.

La sconfitta di Cristo davanti agli accusatori racchiude in sé l’indelebile segno del Suo trionfo? Trionfo che ha cambiato il volto della Storia?

Il trionfo di Gesù consiste nella perfetta accettazione della Croce e nella totale obbedienza al Padre. Davanti a Erode e Pilato, usando la Sua infinita potenza, poteva incenerire con un solo pensiero i suoi accusatori e non lo fece. Ma fino dall’orto degli ulivi, sudando sangue, accettò la volontà del Padre: Sia fatta non la mia ma la Tua volontà.


Soltanto se ci specchiamo nella vita di Cristo possiamo comprendere il senso profondo del nostro vivere e morire?

Soltanto pensando alla passione di Cristo che si ripete in ognuno di noi, possiamo accettare e superare le prove che ci vengono date, ripetendo molte volte al giorno quel punto della Sua preghiera che dice: Sia fatta la Tua volontà così in cielo come in terra.

Anche se a priori sappiamo con certezza che saremo sopraffatti, dobbiamo intraprendere lo stesso la nostra battaglia per una nobile causa?

Certo, lo dobbiamo. Altrimenti che battaglia sarebbe! Una nobile causa del resto non può mai essere sconfitta perché poggia su valori eterni. Come la verità, come la libertà. Può essere sconfitta la libertà che è la forma stessa dello Spirito, come direbbe Benedetto Croce? Del resto Gesù dice ponendo quasi un’equazione tra verità e libertà: La verità vi farà liberi. E si pone come verità assoluta: Io sono la verità la via e la vita. Chi è dalla parte della verità è dalla mia parte.
E ci risuona dalle orecchie la domanda scettica di Pilato, scettica, ma insicura, quasi tremante: Quid est veritas? e Gesù non risponde: terribile silenzio, in cui la pietà per quel povero uomo prevale sulla condanna. Più sdegnoso è il silenzio davanti a Erode. Davanti a quel re da burla, uccisore di Giovanni Battista, si rifiuta di pronunciare parole.

Ora bisogna cambiare il mondo in ciascuno di noi o finiremo. Potrà mai esistere una generazione capace di cambiare il mondo?

Non lo so e non mi importa di saperlo. Ognuno sarà responsabile, davanti a Dio, della storia del mondo. Cambiando noi stessi ognuno di noi cambia il mondo, giacché come dice Pascal: Una pietra modifica il mare. Anzi, io dico, una goccia modifica il mare. Intendo: il mare della Storia.

Nella prefazione al libro Elio Gioanola scrive tra l’altro: “Elena Bono poeta ha guardato solo ai modelli alti della lirica universale, i classici antichi, i grandi romantici, Leopardi”. Vuoi parlarci del tuo afflato con Leopardi?

E’ una storia che risale alla mia infanzia, quando sui tre anni giunsi a Recanati dove mio padre insegnava nelle classi ginnasiali e dove nacque mia sorella Leonella. I conti Leopardi gli aprirono la porta della biblioteca dove Giacomo studiava e scriveva.
Su quelle carte stesse mio padre studiava e spesso mi portava con sé, annotando e prendendo appunti. Io mi accovacciavo ai piedi del busto del poeta, e a poco a poco, venivo sommersa da quella pioggia di angosciosa tristezza che scendeva da quel volto tormentato. Così Leopardi è penetrato in me e non sarebbe più uscito dalla mia vita.
Basta leggere in questa Opera Omnia le due poesie, o meglio dialoghi, che gli ho dedicato e dove tutto è vero.

Giovanni Casoli così inizia il saggio a te dedicato nella sua significativa opera sulla poesia del nostro tempo: “E’ un fatto che quella che riteniamo la scrittrice italiana più importante della seconda metà del secolo sia da quasi quarant’anni emarginata dalla cosiddetta grande editoria”. Che cosa ne pensi della cosiddetta grande editoria?

Non dico nulla i fatti parlano da sé.