La Città dei ragazzi di Eraldo Affinati

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Nasce da un contatto autentico il romanzo-diario di Eraldo Affinati. Nasce dall’incontro con Omar e Faris e con tanti altri ragazzi che come loro sono fuggiti dai loro Peasi di origine per arrivare a Roma, nella Città dei ragazzi, storica comunità fondata nel secondo dopoguerra dal sacerdote irlandese John Patrick Carroll-Abbing. In questa comunità, Affinati si ritrova a essere per loro non solo un insegnante ma anche un padre, e come tale decide di accompagnarli da dove sono partiti e guardare assieme a loro la terra che hanno lasciato da bambini e che ora li accoglie “italiani”.

“Tu ti senti italiano o musulmano”, chiede a uno di loro Affinati. “Be’, musulmano dentro e italiano fuori”.

Vestono con jeans e maglietta, questi ragazzi, amano la pizza e la televisione ma conservano le radici di una cultura diversa, fatta di silenzio, di regole tacite, di poche cose essenziali. Hanno imparato l’italiano e con esso la magia di suoni e parole nuove, magia dimenticata per chi come noi ne fa un uso automatico.

Eraldo Affinati, La città dei ragazzi, Mondadori

3 commenti a “La Città dei ragazzi di Eraldo Affinati”

  1. taulant ha detto:

    ciao sono taulant come state

  2. taulant ha detto:

    ciao eraldo come stai mi dai il tuo indirico di email per favore

  3. taulant ha detto:

    il mio indirizzo di imail [email protected]

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