VENEZIA 68 – BombaDiario 8 (KILLER JOE, QUANDO LA NOTTE, 4:44 THE LAST DAY ON EARTH, THE EXCHANGE)

Questi i film visti durante l’ottava giornata della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

"Killer Joe" di William Friedkin

Ottavo giorno – 8 settembre 2011

KILLER JOE di William Friedkin (Concorso)
Padre, figlio e matrigna assoldano un killer professionista per far fuori la madre-ex moglie e incassare i soldi dell’assicurazione sulla vita. Ma Killer Joe – uno straordinario e insolito Matthew McConaughey – ha un modo di fare un po’ “particolare” e le cose rischiano di non andare come previste. Una commedia noir perversa e violenta, che alterna in un ritmo folle straordinari momenti demenziali a scene pulp gotiche degne del miglior Friedkin. Il cineasta americano presenta strambe e tragiche dinamiche familiari con un’ironia estremamente nichilista, finendo per raccontare una “versione deformata di Cenerentola” – calzante descrizione del film data dal regista stesso. VOTO: 8,5/10

QUANDO LA NOTTE di Cristina Comencini (Concorso)
Una bella mammina porta il suo bambino in vacanza in montagna per prendere un po’ d’aria fresca, dove conosce una guida alpina di cui si invaghisce. Ben presto perderà la testa, cominciando a odiare il figlio. Solito film a tesi della Comencini con gli stessi assunti: se è difficile essere donna è ancora peggio essere mamma, soprattutto in un mondo in cui gli uomini sono tutti degli stronzi – d’altronde siamo così, dolcemente complicate, che quando diciamo no in realtà intendiamo sì. Per l’ennesimo anno, le influenze politico-produttive sulla selezione degli italiani in concorso non vengono smentite, supportate come non mai da faziose e partigiane campagne mediatiche. Anche in questa edizione, quindi, il film peggiore della mostra è italiano: orgogliosi della collezione di cucchiai di legno? VOTO: 4,5/10

4:44 – LAST DAY ON EARTH di Abel Ferrara (Concorso)
Una coppia di newyorkesi si rinchiude nel proprio appartamento, attendendo la fine del mondo ormai imminente. Si circondano di supporti digitali per la riproduzione video, dove scorrono in loop immagini in diretta dal mondo in festa e santoni buddhisti che teorizzano la trascendenza dell’anima. Ferrara sorprende i fan con un film riconciliante, un inno alla vita, poco urlato o rabbioso come le sue precedenti opere: i personaggi appaiono sereni, in un contesto pur caduco in cui le “cose”, gli oggetti, le azioni sembrano però assumere comunque un valore del tutto autonomo, quasi ultraterreno. Un invito a vivere ogni giorno come fosse l’ultimo e, nell’eventualità, l’ultimo come fosse uno qualsiasi. VOTO: 7/10

THE EXCHANGE di Eran Kolirin (Concorso)
Un uomo ritorna a casa dal lavoro e percepisce qualcosa di diverso tra le mura domestiche. Comincia così a guardare le cose da un altro punto di vista, sfuggendo dalla routine. Difficile scrivere qualcosa su questo film israeliano: francamente, incomprensibile. VOTO: 4,5/10

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