Il poeta è uno che si lascia colpire dalla vita…
di Cecilia Greco
Le parole di Davide Rondoni, pronunciate con quel bell’accento romagnolo che le colora di un fascino un po’ sensuale, cadono sul pubblico attento, riunitosi domenica, 2 dicembre, nella sala Bastione Toledo di Crotone. E’ un uditorio eterogeneo per età, oltre che per tanti altri fattori, quello che ascolta in un religioso silenzio, rotto solo dal fastidioso cigolio dei sedili in legno, il seminario su “La parola accesa“, tenuto da uno dei più affermati poeti contemporanei.
Non posso trattenere un sorriso quando Rondoni commenta la locandina di presentazione del convegno “Incontro col Poeta”: quell’immagine di Montale, collocata in alto e un po’ sfumata, incombente sul suo primo piano, gli sembra quella di un fantasma. È proprio la sensazione che gli autori della grafica volevano dare: una presenza virtuale e una reale, accomunate dalla grande passione per la poesia, che, come l’amore, è più forte della morte. [Continua »]
Cari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 74 di Gas-o-line.
Peaceful Warrior è un film vittima di alcune stranezze e, pur essendo tratto da una storia vera, non è esente da stereotipi un po’ triti (il vecchio maestro saggio che sa tutto e che compare come un deus ex machina). Cionondimeno, alcune scene mi hanno sorpreso e mi portano ad alcune considerazioni.
Nelle prime pagine de L’insostenibile leggerezza dell’essere Milan Kundera scrive: “L’opposizione pesante-leggero è la più misteriosa e la più ambigua tra tutte le opposizioni”. Quale scegliere, si chiede subito dopo l’Autore? Quale privilegiare? La pesantezza che schiaccia o la leggerezza che invece libera? A dare “densità” all’uno e l’altro dei due termini dell’opposizione, è un altro “elemento”: è il tempo. Solo il tempo (e la memoria del tempo passato) dà pesantezza alla pesantezza. Solo la cancellazione del tempo, solo l’ignoranza, solo l’oblio sottrae, alleggerisce, dà leggerezza. Più ancora che l’opposizione leggerezza-pesantezza, sotto l’opposizione leggerezza-pesantezza, lavora dunque un’altra e più misteriosa opposizione: quella tra memoria e oblio. Tutta l’opera di Kundera non è che una riflessione continua (“una interrogazione meditativa” come la definisce lo stesso Autore ne L’arte del romanzo) su una costellazione di opposizioni: forza-debolezza, pudore-impudicizia, fedeltà-tradimento,
Intervista di Rossana Mitolo al critico d’arte Vito Caiati.