L’acchito

L'acchitto, di Pietro Grossi

L'acchitto, di Pietro Grossi

Nella Poesia Epica l’irlandese Patrick Kavanagh conclude la sua riflessione su localismo e universalità di un tema evocando nientemeno che il fantasma di Omero il quale per fugare ogni suo dubbio afferma testualmente “io in fondo ho fatto di un bisticcio locale un Iliade”. Come può risultarci utile questa citazione? Procediamo con ordine, anzi: ricominciamo. In queste ultime settimane riferendosi dell’ultimo romanzo di Pietro Grossi “L’acchito” (Editrice Sellerio), molti recensori hanno rispolverato la desueta e a volte ostentatamente schifata categoria di epica, giustapponendole, bontà loro, inevitabili cautele in forma di aggettivo del tipo “locale, minimale” e via dicendo. Proviamo allora a sfogliare l’Acchito, seconda opera pubblicata da Sellerio che già aveva dato alle stampe la precedente raccolta di Grossi, quel “Pugni” che arrivò lo scorso anno addirittura in finale allo Strega.

La situazione di questo romanzo è [Continua »]


Mark Rothko. Un pittore sulla soglia della luce

Mark RothkoMark Rothko (1903-70) è tra le figure più note e amate dell’arte contemporanea. Nella sua produzione matura egli ha abbracciato in modo esclusivo la forza emotiva della luce e del colore.

Per Rothko l’opera d’arte ha come vocazione quella di essere non un «messaggio», ma una finestra sulla realtà, capace di trasformare il modo ordinario di vedere le cose. Sfidando l’osservatore a una partecipazione intensa e senza vie di fuga, egli, con le sue tele, apre un abisso che non avrebbe potuto avere che due esiti: Dio o il nulla. In questo senso l’opera di Rothko resta un confronto con l’assoluto, ed è religiosa in radice, nel senso che è icona della finitezza tesa all’estremo, una notte oscura che, alla fine, gli si è rivelata fatale.

Tratto dal Quaderno N°3780 del 15/12/2007 – (Civ. Catt. IV 521-656)


Penso di aver inventato il navigator incorporato

Orme sulla sabbiaOgni giorno percorrevo la stessa strada, penso di aver inventato il navigator incorporato con qualche decennio di antecedenza e senza alcun brevetto fonte di guadagno.
Salivo una collina e la ridiscendevo, camminavo fra alberi e giardini, respiravo i profumi della terra d’inverno ed i tigli e i caprifogli dell’incipiente estate. Una strada di cui conoscevo ogni svolta e ogni rettilineo. Penso che la pianta dei miei piedi si fosse impressa sull’asfalto e io penetrassi sempre nella stessa, invisibile, orma per attrazione.
Diluviasse o splendesse il sole, salivo la mia collina e dominavo il golfo con il mare ora liscio come l’olio, ora lievemente increspato, ora furioso sotto le sferzate della bora. [Continua »]


Intervista su Jack Kerouac

Nel cinquantenario della pubblicazione di On the road, BombaCarta, “associazione di riflessione creativa”, e la Casa delle Letterature hanno organizzato il 18 dicembre a Roma un omaggio a Jack Kerouac. Oltre a laboratori di scrittura, letture e proiezioni video, un convegno, intitolato “L’altro Kerouac”, ha proposto un profilo a tutto tondo dello scrittore americano, la cui immagine è sclerotizzata nello stereotipo dell’artista ribelle, gaudente e trasgressivo. Ecco un’intervista ad Antonio Spadaro che è intervenuto al convegno come relatore apparsa su L’Osservatore Romano (18 dicembre 2007)

di Elena Buia Rutt

L’inquieta ricerca spirituale di Kerouac, il suo corpo a corpo con il terribile enigma della vita sono stati recentemente indagati da Antonio Spadaro, dalle colonne de “La Civiltà Cattolica”. Addentrandosi nelle pagine dei diari di Kerouac, recentemente pubblicati da Mondadori col titolo Un mondo battuto dal vento, Spadaro smonta i falsi stereotipi che sullo scrittore si sono accumulati nel tempo e sottolinea come tutta la sua opera sia pervasa da una profonda sensibilità cattolica; una sensibilità viva, pulsante e inequivocabilmente presente alle radici della sua ispirazione.

Jack Kerouac, in una sua autopresentazione, scriveva di essere “non un “beat”, ma uno strano solitario pazzo mistico cattolico”. Quali sono le ragioni per cui questo lato spirituale dell’autore di Sulla strada, in Italia è stato ignorato dalla critica?

In Italia la critica ha restituito un’interpretazione parziale di Kerouac, quella ribelle e trasgressiva, relegando il suo cristianesimo a puro e semplice bigottismo. Sicuramente Kerouac stesso – le cui radici familiari, ricordiamolo, erano cattoliche – mal sopportava una religione intesa come moralismo e visse la sua spiritualità in forme inusuali, selvagge, [Continua »]



Jack Kerouac: uno «strano solitario pazzo mistico cattolico»

Jack Kerouac«Dio, devo vedere il tuo volto questa mattina, il Tuo Volto attraverso i vetri polverosi della finestra, fra il vapore e il furore; devo sentire la tua voce sopra il clangore della metropoli. Sono stanco, Dio. Non riesco a scorgere il tuo volto in questa storia» (1): è la preghiera dello scrittore Jack Kerouac ventiseienne. Riecheggiano le parole del Salmo: «Non nascondermi il tuo volto…», che ritorneranno ancora, in interviste e saggi. Così dieci anni dopo: «Cosa sta cercando? mi chiedevano. Rispondevo che aspettavo che Dio mi rivelasse il suo volto» (2).

«Salmi» è il titolo di una sezione dei diari di Jean-Louis Lebris de Kerouac (1922-69), conosciuto come Jack Kerouac, una delle icone di culto della letteratura (3). Egli tenne nota delle sue vicende e dei suoi pensieri sin dal 1936, quando era ancora adolescente [Continua »]


Sulla Strada di Jack Kerouac

SULLA STRADA DI JACK KEROUACK

Nel cinquantenario della pubblicazione di On the Road, la Casa delle Letterature del Comune di Roma e BombaCarta presentano una giornata dedicata a Jack Kerouac.

Sono previsti: convegno, laboratorio di scrittura creativa, reading letterario e proiezioni video.

Vi aspettiamo martedì 18 dicembre 2007, dalle ore 10.00 alle ore 21.00, presso la Casa delle Letterature in Piazza dell’Orologio 3, Roma. [Continua »]