L’ambiente ovvero l’«abito di essere»

Quest’anno BombaCarta si occuperà di ambiente.

Che cosa avete capito? Probabilmente che BC si occuperà di questioni ecologiche. E invece no. O meglio, magari anche di quelle, ma la nostra intenzione è di occuparci degli ambienti in cui l’uomo (cioè ciascuno di noi) vive. L’uomo, proprio perché è uomo, vive sempre in un “ambiente”, cioè in un contesto col quale è in relazione esplicita o implicita. Così ogni essere vivente, forse anche ogni cosa. [Continua »]


La poesia di Elena Bono

Elena BonoÈ appena uscita la raccolta completa della produzione poetica di Elena Bono (Elena Bono, Poesie – Opera Omnia, Le Mani, Recco 2007, € 20), che ci dà la possibilità di percorrere il lungo e ricco itinerario creativo di questa scrittrice a cui noi guardiamo con interesse e ammirazione. Per invitare tutti alla lettura propongo la lirica che chiude la raccolta e una scheda d’analisi di Elio Andriuoli.

QUEL TULIPANO GIALLO
Quel tulipano giallo nell’aria senza vento
Vinto dalla calura reclina il capo
E piano piano s’addormenta senza paura.
Il tulipano d’oro non lo sa
Che non si sveglierà mai più.

[Continua »]



"Spezzare le parole come un salvadanaio o un uovo di Pasqua per vedere che cosa c'è dentro" (François Varillon)

Riporto qui un brano tratto da un libro che ancora non esiste in italiano. Uscirà nel prossimo febbraio, introdotto da Quentin Dupont (che me lo ha fatto conoscere) e da me. E’ un libro antologico che rappresenta l’itinerario biografico, culturale e spirituale di François Varillon, un autore “forte”, da conoscere, da leggere. Per adesso ecco qui poche righe, giusto un assaggio… Il resto tra 5 mesi...

L’esperienza è l’essenziale, il punto di partenza di tutto. Ma, parlando di esperienza, bisogna spiegare che cosa s’intende. L’esperienza, ciò che i moderni chiamano il vissuto […]. Un vissuto che non ha riferimenti alla ragione è un vissuto animale. E la ragione, se non vuol essere alienante, deve essere colta a partire dall’esperienza. Il difficile è che la gente ha un’esperienza che la obbliga a porre delle domande, e una cultura insufficiente per la risposta che le viene data, una risposta che non li soddisfa. E’ un punto di vista più che una risposta, non bisogna essere presuntuosi. In fondo, la vita dello spirito è la riflessione sull’esperienza. L’esperienza è necessariamente il punto di partenza, e bisogna ritornarvi. Prendiamo un paragone: [Continua »]


16 Horsepower – Secret south

..see my tears good father
will they wash it away
all my dirt from your holy feet
no i don’t believe it works that way
‘cause you ask for nothin’
‘cept to be by my side

Così scrive David Eugene Edwards dei 16 Horsepower. Un altro figlio di predicatori. Da Denver, Colorado, a 17 anni si sposa, viene cacciato e dannato dalla chiesa di famiglia, vaga per gli States suonando in vari gruppi e predicando una propria concezione del cristianesimo, finchè a Los Angeles negli anni ‘90 fonda i Sixteen Horsepower.

Per 5.99 dollari mi sono ritrovato una copia usata di Secret South, frugando nel reparto “folk – blues” di un immenso negozio di dischi. Speravo in una rilassante e allegra musica da ascoltare in viaggio, tra chitarre, banjo e armoniche. Niente affatto.
Immaginatevi un luogo qualsiasi perso nella provincia americana, [Continua »]


Intervista a Stefan Damian

Ho intervistato il prof. Stefan Damian, che insegna Letteratura Italiana all’Università di Cluj Napoca in Romania e che ha tradotto in rumeno diversi poeti genovesi (Elio Andriuoli, Bruno Rombi, Margherita Faustini, Guido Zavanone).

Lei insegna italiano in un’importante Università rumena e parla perfettamente la nostra lingua. Da dove è venuta questa sua scelta culturale e professionale di dedicarsi alla lingua italiana?
«Non vorrei affermare un truismo e cioè che l’italiano è una lingua carissima ad ogni rumeno e persino a coloro che non lo parlano. L’origine comune dei due idiomi neoromanzi contribuisce pienamente ad apprezzarsi reciprocamente e a cercare i punti di unione, molto più numerosi di quanto qualcuno potesse pensare. Come si sa, la romanità orientale ha avuto, nei tempi antichi, una più ampia diffusione, mentre ora si è ristretta, nello spazio balcanico, a poche isole, sufficienti però a ricomporre, mentalmente, l’intero territorio di formazione e diffusione della lingua dei nostri popoli. [Continua »]


Glimpses (1): Elena Bono

Ci sono scorci (glimpses) di quest’estate che nelle prossime settimane vorrei condividere con il pubblico del Blog. Il primo ha a che fare con un viaggio in autostrada dal Trentino a Roma in cui io e Cecilia abbiamo improvvisamente deciso di deviare verso la Liguria per andare a trovare Elena Bono. Per chi non lo sapesse, Elena Bono, autrice di romanzi, racconti, poesie e di numerosi testi teatrali, è la più grande scrittrice italiana del dopoguerra, la più grande scrittrice italiana vivente (provate con il romanzo Come un fiume, come un sogno, il racconto lungo Una valigia di cuoio nero o con l’opera teatrale La grande e la piccola morte pubblicati dalla casa editrice Le Mani). Siamo giunti a Chiavari poco prima di cena ed Elena era sulla sedia su cui è costretta tutto il giorno per la malattia alle ossa che ormai la obbliga a dettare i testi delle opere a cui sta ancora lavorando malgrado tutto. Ci siamo fermati non più di un’ora, ma la dimensione temporale di questo breve incontro è scaturita dal fondo degli occhi di questa straordinaria scrittrice ormai giunta al crepuscolo della vita: lo sguardo vivo di chi sa che ogni storia (nella vita come nella letteratura che conta) si gioca tra due polarità, l’attesa fiduciosa di un compimento e l’abisso di chi sceglie di “essere precipizio a se stesso”, come afferma il protagonista del romanzo Come un fiume, come un sogno. La breve poesia che segue è tratta dall’Opera omnia delle poesie di Elena appena pubblicata dal suo piccolo editore di Chiavari.

Silenzio e ancora silenzio.
Versatelo a lungo
piano sulle ferite.
Anche la musica duole
ad un cuore dolente.