Verità

Cos’è la verità?
È ciò che appare. Non ciò che mi sembra, ciò che io credo.
È ciò che appare, cioè che si manifesta nella sua evidenza.
Stiamo al chiodo e soprattutto restiamo nel nostro ambito, quello dell’espressione creativa. Si pensa, a volte, che l’espressione artistica sia essenzialmente fiction, finzione, elucubrazione mentale, frutto di fantasia. Se così fosse, se l’arte fosse un puro gioco di apparenze, allora non sarebbe una cosa molto interessante. Sarebbe un divertimento.
No. Bisogna andare più a fondo. L’intuizione creativa vera vive di uno svelamento (aletheia, il termine greco per dire “verità”, significa, appunto “svelamento”) che coinvolge in un patto di sangue chi scrive, dipinge, compone,… e chi legge, guarda, ascolta…
Se parlo di svelamento non intendo dire che sono io (l’io scrittore, artista,…) a scoprire qualcosa, ma è quel qualcosa che mi si svela davanti, anche senza che io possa volerlo, desiderarlo.
La verità mi si impone, in qualche modo. In tal senso è inesauribile, inoggettivabile, sempre ulteriore. E questo fa paura, spesso. Per questo qualcuno pensa che “la verità non esiste” o comunque è bene non parlarne, perché è fuori controllo. A volte è bizzosa, irrequieta, im-placabile. È una visitazione che non può essere dedotta dai miei desideri.
L’infinito al di là della siepe è una verità che si è imposta a Leopardi con i suoi “sovrumani silenzi”.
Ma questa verità si svela non in generale, ma a me. E quindi vive nella mia interpretazione, senza però esaurirsi.
Non bisogna aver paura della verità.
È una bambina ribelle che ama fare a pugni, questo sì.