BombaBibbia Report (02/2011)

Gli eroi e le divinità, la sapienza e la perfezione: all’ultimo incontro di BombaBibbia non sono mancati confronti tra come questi temi sono affrontati nella letteratura classica e in quella semitica. Le sorprese non sono mancate.

Il Primo libro di Samuele 31,1-8 racconta la morte di re Saul e suo figlio Gionata sul campo di battaglia. I toni sono quelli dell’eroe tragico che sfida il destino pur sapendo di andare incontro alla morte. Ma la costruzione stessa del brano, per quanto epica, implica un preciso giudizio sulla fine che attende il re abbandonato dal favore divino. [Continua »]


Cinquanta pagine

Andrew Rutt: Nude Truth at the Biblioteca Angelica

Andrew Rutt: Nude Truth at the Biblioteca Angelica

Qualche settimana fa, in un mercatino del libro usato, mi sono trovato davanti agli occhi una bella edizione Einaudi de L’urlo e il furore (titolo originale The Sound and the Fury) dello statunitense William Faulkner e non mi sono fatto sfuggire l’occasione. Il libro mi era stato calorosamente raccomandato da almeno cinque persone diverse, tutti lettori duri del cui giudizio tendo a fidarmi.
Mi sono accostato alla lettura concedendo ampio credito a quello che mi si presentava come un classico a botta sicura. Pagina dopo pagina, però, il credito è andato consumandosi fino a esaurirsi del tutto. Il libro non mi ha coinvolto in alcun modo: non uno spunto narrativo di interesse, non una descrizione memorabile, non un personaggio a cui affezionarmi. Continuavo ad imbattermi nelle voci dei fratelli Compson, Benjy, Quentin, Caddy e Dilsey, senza riuscire a distinguerli e in ogni foglio era come incontrarli per la prima volta.
Morale: a pagina cinquanta ho mollato il libro. Solo un paio di anni fa l’autorevolezza del grande classico mi avrebbe trascinato in fondo al romanzo, il senso di colpa circa la mia inadeguatezza come lettore avrebbe prevalso sulla totale assenza di interesse… ma oggi non più. [Continua »]


Ordine e/o caos

Jean CocteauC’è una frase di Albert Camus Jean Cocteau1 che dice: “Un capolavoro letterario non è altro che un vocabolario in disordine” (Un chef-d’oeuvre de la littérature n’est jamais qu’un dictionnaire en désordre). Bella. Mi fa pensare alla bellezza dei dizionari (ricordo che mio padre mi consigliava spesso: “leggiti ogni tanto una pagina del vocabolario”, consiglio che non ho mai seguito). Però mi fa pensare anche a un’altra cosa: e se fosse vero il contrario? Se cioè dietro quell’apparente ordine il dizionario (che in fondo è ordinato solo alfabeticamente, il che non vuol dire molto, è solo una convenzione) sia poi soltanto un luogo caotico, un magazzino disordinato e che invece solo un buon racconto riesce a rimettere in ordine. Non è questa una delle ragioni della letteratura, fare ordine?



Dall’etica alla poesia: andata e ritorno

Per me è davvero poco consueto partire dalla fine. Ovvero non mi capita mai di sviluppare un pensiero o un’idea cominciando dal fondo o dal punto d’arrivo. Eppure oggi non è andata così. È sempre colpa di qualcuno o di qualcosa che le cose si muovono…  Guardate l’immagine di apertura di questo post.

La colpa di questo post è di Alex Giordano. Alex è un amico oltre che un marketer di fama, una delle anime di Ninja Marketing e docente di Social Media Marketing ed etnografia digitale. Ho ricevuto via web i Quaderni del Societing, un numero dedicato agli interventi e alle proposte teoriche emerse durante la Summer School in Finanza, Economia ed Etica, tenutasi a Salerno tra il 21 ed il 27 Agosto 2010. E quale fotografia chiudeva il documento? Bè, questo grande foglio pieno di spunti di riflessione per la redazione di un manifesto. Cosa mi ha colpito? Ovviamente la presenza, neanche troppo nascosta, della parola “poesia” in un mondo di insiemi che esprimono valori di mercato, di impresa, di società.

Al centro campeggia l’anima trainante del manifesto (badate, ci si riunisce, ci si associa per redigere un manifesto, ovvero per mostrare qualcosa di nuovo al resto del mondo, per creare qualcosa di valore insieme!): etica. L’amico e marketer Dr_Who con cui ho discusso di questa immagine mi ha fatto osservare un particolare importante: la distanza fra etica e poesia. [Continua »]


Baudelaire, il canto della contraddizione

Parigi è una città di cimiteri: si erge sopra fosse comuni ordinatamente occultate nel sottosuolo e alla luce del sole vanta tombe illustri ed eccentriche, mete di veri e propri pellegrinaggi. Tutti conoscono il Peré Lachaise, eppure è a Montparnasse che riposano i più grandi cantori della capitale francese. Qui non troverete Jim Morrison, ma Serge Gainsbourg. E neppure Oscar Wilde, ma il padre della poesia moderna, Charles Baudelaire. Colui che scrisse: «le tombe capiranno sempre il poeta»…
All’appuntamento con I fiori del Male si sono presentati traduttori quali Bertolucci, Caproni, Raboni, Bufalino, ai quali si aggiunge ora questa nuova edizione (Salerno, pp. XLIII+519, € 22) curata da Davide Rondoni: fedele al testo, sensibilissima al ritmo e pronta – appena l’italiano lo permette – a restituire rime e assonanze dell’originale. Canzoniere d’amore e poema epico apparentemente rovesciati, I fiori del Male sono – nota Rondoni – «l’opera più grande della modernità sulla contraddizione umana». [Continua »]


Una cosa divertente che non farò mai più

In una discussione non troppo recente, ci si chiedeva tra amici se fosse giusto approfondire la conoscenza di uno scrittore particolarmente apprezzato, passando allo studio della sua biografia, visitando i luoghi in cui ha vissuto, appagando così il desiderio di una conoscenza più intima. Secondo alcuni si corre il rischio di avere delle brutte sorprese: il poeta è cosa diversa dall’uomo. Altri mi mettono invece in guardia dal pericolo di una lettura biografica dei testi, alla ricerca di conferme, o smentite, riguardo eventi realmente accaduti. Il caso David Foster Wallace è da questo punto di vista molto interessante; come si fa ormai a scrivere, o semplicemente parlare di lui, senza prendere in considerazione il folle gesto suicida? D’altronde non c’è bisogno di cercare lontano: Infinite Jest abbonda di personaggi sull’orlo della depressione o comunque affetti da diverse e preoccupanti forme di Dipendenza. Ciò che tutto sommato appare strano, al punto quasi da far male, è che pochi altri scrittori son riusciti a rendere alla carta un pari fascino per la vita. [Continua »]