Pete, Pete ed ancora Pete

Babyshambles, Nuovo Estragon, Bologna, 26/05/2006

Pete, Pete ed ancora Pete. Un ritardo di circa tre ore dell’aereo ha rischiato di far saltare un concerto che in molti pensavamo non sarebbe mai avvenuto. Un po’ perché quasi tutti lo credevano in galera (è o non è l’uomo più sorpreso in flagrante del pianeta?), mentre altri credevano che Pete Doherty, ex leader dei Libertines, attualmente front-man dei Babyshambles (praticamente un’appendice dei primi), non avrebbe avuto la forza di salire sul palco. A grande sorpresa, invece, mentre gli attrezzisti completavano il loro lavoro, Pete è entrato con una verve inaspettata ed una custodia in mano, al sicuro nel suo completo Dior il cui disegnatore, Slimane, lo ha scelto come ispirazione per la sua ultima linea di alta moda. Quasi a dire: “E’ ora di iniziare il concerto”. Direi proprio che è ora! Prima in quattro, poi in tre, i Babyshambles, ma possiamo parlare tranquillamente al singolare, iniziano un set che riproduce tutto il loro disco in modo alquanto stravagante. Forse per esigenze di tempo e con un solo lavoro all’attivo era necessario spremere le canzoni fino all’osso, ed allora prima un accenno, poi il brano e a seguire una ripresa di una sua parte, il tutto ripetuto per quasi ogni canzone, è un modo alquanto bizzarro di proporre il proprio materiale. C’è anche tempo per i vecchi tempi, e Time for Heroes e What Katie Did riscaldano un pubblico già molto eccitato sebbene l’ora.

Quello che preme dire in questa sede, aldilà delle personali considerazioni musicali – Pete Doherty è un grande songwriter, a mio dire – è che il concerto dell’altra sera rispecchi qualcos’altro. Erano anni che non si vedevano i cloni di un cantante inglese attendere per ore l’uscita del proprio idolo; era davvero tanto che non si vedeva sul palco una persona capace di catalizzare su di sé in questo modo un’attenzione così privilegiata. Di Pete Doherty è molto probabile che chi legge Glamour sia molto più informato di chi legge Il Mucchio Selvaggio. Di Pete Doherty si continuerà a parlare di come, non si sa, riesca ancora a stare su un palco sebbene sfinito dalla droga. Di lui si parlerà dei quadri col sangue o della sua storia con Kate Moss, rilanciatissima dopo lo scandalo della cocaina sniffata davanti ad un fotografo.

Aldilà di tutto questo, io credo, piuttosto, che Pete Doherty sul palco ci stia e ci sappia stare davvero bene e che abbia tutto proprio sotto controllo. La perfetta sintonia dei musicisti che fingono di improvvisare, ed il continuo gioco di sguardi suggeriscono una professionalità che si vuole a tutti i costi nascondere. E pensare che alcuni temevano che il concerto si sarebbe interrotto a metà? I Babyshambles hanno suonato per un’ora e mezza, dieci minuti di più di un qualsiasi concerto di Morrissey, quasi il doppio di un Suede al primo disco, poco meno di un Bowie versione 2003, tanto quanto un concerto di Oasis. È vero, tra un brano e l’altro un’infinità di sciocchezze, giochi, lanci di oggetti, sbandamenti – controllatissimi – del leader, ma chi lo dice che questi vuoti musicali a volte non siano più musica del resto? Sicuramente i fans desiderano quei momenti, quasi il loro unico vero contatto con l’icona Pete.

Il finale del concerto, il brano Fuck Forever è accolto dal pubblico con un entusiasmo che sembra mancare da secoli nel pubblico italiano, convinto di assaporare un piccolo ma significativo pezzo di storia della musica in diretta (la My Generation del 2006?!?), per riversarsi poi in strada ed attendere un’auto in partenza dal retro-locale. Anche per incrociare il suo sguardo solo per un attimo.

Nessun commento a “Pete, Pete ed ancora Pete”

  1. Carlo ha detto:

    “riversarsi poi in strada ed attendere un’auto in partenza dal retro-locale. Anche per incrociare il suo sguardo solo per un attimo.” l’avrei fatto anch’io, per Kate.

  2. Anonimo ha detto:

    La penso proprio cm te!!!penso che questo sia l’alone d mistero e magia che riveste pete!!!lui è speciale!!!!è fuori dagli standard,improvvisa sempre,magari stonando talvolta ma lo fa con classe e facendo divertire il pubblico,che lo aspetta per ore pur di vederlo salire su quel palco,impugnare la sua chitarra e cantare con la voce emozionata una canzone come “albion”!!!!pete t adoro!per potere vivere anch’io tutto questo spero con tutto il cuore di riuscire ad andare al concerto dei babyshambles che si terra’a milano a settembre!!!!!sarebbe la realizzazione di un sogno e il regalo piu’ bello per i miei 18 anni!!!!!infine saluto tutti i fans italiani di pete e in generale dei the libertines,siamo in pochi ma c facciamo sentire!!!!grazie soprattutto a te,marco piferi!!!!!

  3. marco ha detto:

    quello che ha scritto il commento d sopra per nn restare nell’anonimato e per dare spazio alle risposte magari d qualcuno che condivide le mie idee o che le “disapprova”!!!!

  4. mery ha detto:

    si, è stato indimenticabile!! il migliore concerto, il ‘vero’ concerto! non ho mai visto un concerto così spontaneo, riescoltando il bootleg sembra si sentire un live del ’77! il pubblico in delirio e quella speranza di ricevere uno sguardo da Pete! Indimenticabile il ragazzo che si catapulta sul palco alla fine e quell’abbraccio infinito!!!!

  5. Marco P. ha detto:

    Ciao Marco,
    mi dispiace che non ci sia stato il concerto di milano di babyshambles, ma credo tu ti possa rifare tra poco se non erro.

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