Teatro delle orge e dei misteri

Chi questa soglia non vuole accettarla è l’artista viennese Hermann Nitsch. Le Azioni del suo Teatro delle orge e dei misteri vogliono farsi artefici di rigenerazioni e catarsi, rappresentando il sacrificio inteso come dionisiaco annullamento di sè. Il rosso in questo caso è il colore del sangue e delle interiora di animali squartati.
Il sangue si fa vita che esce dalla pelle: vita che non muore e si ricompone in una personalità rinnovata attraverso un processo orgiastico di liberazione.
Ma se l’estremo dono di sè non nasce dall’amore e non è sacrificio PER un altro, smorza le sue potenzialità dirompenti e si fa mera metamorfosi: alla fine, cioè, ritorno dell’identico.