La poesia ha tante voci

poesia>La poesia ha tante voci, è duttile, malleabile, accoglie e regala, viene da lontano e si apre con disponibilità alle voci del dire, secondo i desideri, gli orientamenti, le aspettative e le urgenze esistenziali dell’uomo nel tempo del suo vivere. Talvolta la poesia si è fatta voce dell’uomo che vuole parlare con la divinità, è stata sentita come forma speciale per dialogare con chi speriamo ci ascolti e ci risponda, al di là di ogni umana certezza. Per questo la poesia fin dai primordi dell’esperienza culturale e artistica dell’uomo, in luoghi e culture diverse, si è fatta preghiera: è questa una costante antropologica. Per parlare con la divinità si è sempre preferito usare un linguaggio creato appositamente, caratterizzato dalla connotazione espressiva, dalla creatività metaforica, dal ritmo e dalla musicalità, sovente sottolineata da un vero e proprio accompagnamento musicale. L’uomo per parlare con la divinità ha usato da sempre tutta la forza delle sue potenzialità espressive, per dire di sé e per chiedere per sé e per gli altri, per adorare e venerare.
Oggi ci possiamo chiedere se la poesia possa ancora essere e farsi preghiera, in questo nostro tempo di sicurezze per lo più false e apparenti, di inquietudini e di interrogativi. Se guardiamo al passato immediato rileviamo che la voce dei poeti tardo novecenteschi, soprattutto in Italia, ha espresso domande in un atteggiamento di ansia di ricerca, tra dubbi e incertezze, che hanno mostrato desiderio di fede più che possesso di verità.
Può essere interessante indagare attraverso quali forme espressive si può attualmente recuperare e riproporre una poesia religiosamente positiva, che faccia della certezza della fede il suo retroterra e il suo bagaglio ispiratore. Una poesia che trovi forme adatte alla sensibilità espressiva, esistenziale e psicologica di oggi per esprimere certezze antiche, quelle che derivano dall’accettazione della rivelazione cristiana consegnata agli altri attraverso il filtro delle personali difficoltà e inquietudini.