Living proof

5 commenti a “Living proof”

  1. stas ha detto:

    oddio, il piede sinistro è deforme!

  2. Katia ha detto:

    Questa immagine mi riporta nel passato, a quando ero piccola, d’estate, in spiaggia con papà. Però mi proietta anche nel futuro, in un futuro spero non lontano. E’ un “viversi” senza la paura di far vedere che spesso si può avere bisogno degli altri, come i piccoli ne hanno dei genitori. E’ un affidarsi, con naturalezza, perchè questa è la legge. Anche quando a far da sfondo troviamo un cielo sereno come questo.

  3. Luca ha detto:

    Searching for a little bit of God’s mercy….

  4. Giulia ha detto:

    Non stare con i piedi per terra, ma con i piedi in cielo, cosa ci può essere di meglio?

  5. Marica ha detto:

    Piccolo piede deforme

    Piccolo piede deforme
    Ti Amo perchè sei così.

    Se tu fossi perfettamente
    bilanciato sbilancerei io
    sbilancerei molto
    più di te,

    non ti nascondere
    non ti coprire
    col pantalone lungo.

    Piccolo piede deforme
    salta nell’azzurro
    e portami con te.

    Piccolo piede deforme
    deforme come me
    cozza aperta nel deserto
    con gli occhi tondi
    e aguzzi del fumetto.

    Io che sono un Cartoon
    che solo nelle maschere
    ho imparato la versatilità
    solo nell’enigma la soluzione,

    investi della tua infinita
    tenerezza il mio cuore
    a piccoli passi,
    non la voglio più la perfezione
    o forse la voglio nel mio
    agire e nelle mete che
    sola mi prefiggo.

    Ma a te Ti Amo così,
    nella carne e nel sangue
    e nel dolore che investe
    il mondo dall’infinitamente
    grande all’infinitamente piccolo.

    Con la sabbia disgelo
    di mille maree un giorno
    incontrai il dio Nettuno
    teneva il suo scettro e al
    collo un bimbo di mare

    eri tu con il tuo piccolo
    piede in cui leggo la diversità
    che ti separa dall’accettazione
    come dalle feste e dal matrimonio.

    Calpesta con me questo fango
    e seguimi, perchè io seguirò te
    e mi addormenterò con te
    sotto al vulcano di un nuovo corso.

    Quando sogno il Paradiso
    sogno tanti piedi colorati
    che calpestano questa terra
    viva e sacra, dove le labbra
    scintillano delle parole
    a forma di rosa e il sentiero
    pullula di vita,

    tante bolle di sapone
    azzurro-oceano e poi
    più nulla,
    solo un piccolo piede
    il più possibile deforme
    il più possibile lontano
    e segreto, come una serratura

    per correre in modo originale
    per fermarsi spesso ad osservare
    la mutilazione di un immagine
    il più possibile perfetta
    che sembrava una bambola
    di pezza.

    M.

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