Report di sabato 21 novembre

Officina

A Roma oggi una splendida giornata di sole, alle 9,45 me ne vado in parrocchia a prendere le chiavi ed aprire la sala per il laboratorio di scrittura. Insieme a Stas’ arrivano una decina di persone e intuisco che c’erano dei “veterani” e delle new entry, esattamente come è stato per BombaCinema giovedì scorso, una bella gamma di stratificazioni di partecipanti, un segnale davvero positivo e promettente. Invito Damiano e Stas’ a dirci qualcosa in merito ai due laboratori perché io ne ho avuta una percezione molto positiva. Dopo il laboratorio di scrittura, alle 13 arrivo a via Panama e trovo la fila dei dieci “scrittori” uscenti pieni di entusiasmo per il primo incontro (c’erano persone venute dalla Toscana!), alle 13 e 1 minuto si comincia a “montare” il set acustico per un laboratorio di BombaMusica molto live… una splendida esperienza che invito Gianluca a raccontare. Anche qui “veterani” (come Stas, Michela Tiziana e Mario Maneri) e new entry (come Laura, amica di Tiziana molto in gamba) e musica live alternata con musiche da cd molto appropriate al tema dell’uccisione (Nick Cave, Talking Heads, Cash…).

È stata bella l’atmosfera di vera “officina” che si respirava con tutte quelle chitarre, quei cavi, le chitarre di Stas’, Mario Dante e Gianluca, la batteria di Damiano, l’armonica di Dante.. beh, fatemelo dire, bene, bravi, bis!

Alle 15,25 è iniziata l’Officina con la sala piena (50 persone? forse di più…?) e con due scene di film (Collateral e Anche gli angeli mangiano fagioli) già a scaldare la platea. Poi Damiano affonda il primo colpo con le scimmie di 2001: Odissea nello spazio subito seguito dall’uppercut di Marlon Brando ucciso da Martin Sheen nel finale di Apocalypse now.

Sorgono già i primi dibattiti tra relatori e pubblico, poi Gianluca e Mario con una bella versione di Ohio di Crosby-Still-Nash-Young “risollevano” il morale e preparano il terreno a Domenico che ci parla, con brevità e acutezza, di morte e sacrificio nel mondo romano e ci mostra una notevole scena del film Lezioni di piano (bella la riflessione sul tema del “sacro” già toccato da Damiano con il film di Coppola).

Poi tocca a Stas’ che con l’aiuto di Rachele (e di Vasily Grossman) ci ha parlato del genocidio, un tema che verrà ripreso nella seconda parte dell’Officina da Franco Esposito, invitato da Elena Buia a intervenire sul tema della guerra fratricida tra India e Pakistan così come raccontato dallo scrittore indiano Saadat H.Manto, tradotto e pubblicato da Franco (edizioni fuorilinea). Due momenti molto intensi quelli di Stas’ (“terribili” le immagini mostrate sul genocidio in Ucraina e Bielorussia) e di Franco che si sono intrecciati, a distanza, ma efficacemente, sollecitando anche il pubblico a intervenire.

Nella seconda parte, dopo un mio breve intermezzo con una scena comica del film Un pesce di nome Wanda (non si uccide facilmente, a meno che non tagli tutte le relazioni con la tua vittima), faccio un breve accenno all’intervento “mancato” di Antonio, leggendo un brano del testo di Levinas sul volto, accostandolo ad uno di Greene (“l’odio è mancanza di immaginazione”) è il turno di Giuseppe, il mio alunno fissato con l’arte, con il suo breve ma vibrante intervento sulla rappresentazione dell’uccisione nell’arte visiva (con tanto di Caravaggio, David, Mantegna, Pasolini, Mirò e Michelangelo), anche qui bene, bravo, bis.

Non so se sono del tutto obiettivo ma ho trovato molto bello anche l’intervento di mia cugina Tita e suo marito Antonio Zirilli: molto intensa la sua interpretazione di Nebraska di Springsteen (mentre sullo sfondo scorrevano le immagini mute del film La rabbia giovane di Malick) e breve ma appassionata la relazione di Tita su questa urticante canzone che ha suscitato un bel dialogo con il pubblico.

Il finale è stato tutto di Cristiano che ha ricapitolato le fila del discorso, riprendendo anche la posizione di Antonio – critica – sul punto indicato da Levinas (il volto e la sua “impossibilità a essere ucciso”) e ha concluso con un divertentissimo corto molto “romano” (Non dire gatto) e, quindi, molto umano (il tema del suo breve intervento era proprio sulla “umanità” dell’atto dell’uccidere). Cristiano ha concluso alle 19,20 e la maggior parte del pubblico era ancora lì, pronta e, così mi è sembrato, contenta. Direi che questo dice molto.

Ho dato a tutti i presenti le indicazioni dell’Officina di dicembre (sabato 12 all’Istituto Sturzo), ora sta a noi fare il nostro gioco e confermare le premesse/promesse di oggi. ciao a tutti e ancora bravi!

Andrea

Scrittura

Il laboratorio di scrittura è andato molto bene: tredici partecipanti di cui due venuti appositamente da Perugia, uno da Siena e uno da Terni. Abbiamo lavorato tutta la mattina intorno a una poesia di Pierluigi Cappello. La sala è raccolta, silenziosa e i tavoli sono molto utili.

Stas’

BombaMusica

Trovarsi alle tredici di un sabato qualunque per Bombamusica non sembrava facile.

Pensavo di trovarmi da solo con l’amico Mario Maneri che ho coinvolto portando un sacco di strumenti, cavi microfoni e amplificatori. Quale era la novità, l’esperimento? Inserire BombaLive nella realtà di BombaMusica.. E allora? Siamo stati accolti da Stas’, che come ha visto le chitarre e saputo che avremmo suonato una canzone di Neil Young, è rimasto volentieri e ha imbracciato una Fender Stratocaster nuova di zecca. Alla spicciolata sono arrivati gli altri… Miki era già con me e fuori ha accolto Laura, amica di Tiziana, che non si è fatta problemi e si è inserita subito nel gruppo, poi Dante con la sua chitarra e Andrea (entrambi Monda) con al seguito una teglia di pizza fumante (che presidente). Poi Damiano con rullante e charleston, Tiziana con una giacchetta alla Sergent Pepper’s… dopo Elvira, cuore di mamma..

Che dire? Alternare video musicali (altra novità) a brani su cd a performance live in maniera estemporanea è stato molto divertente. Abbiamo ascoltato e commentato:

1. Nick Cave Where the wild roses grow (video) – Una ballata da “Murder Ballad” tanto per entrare subito nel tema… (Andreone Monda)
2. Talking Heads Psycho Killer – dal primo disco delle teste parlanti.. canzone in inglese e francese molto anni ottanta centratissima con alcune frasi del testo molto interessanti. (Laura)
3. Wilco I’ll fight – dall’ultimo disco, splendido, del gruppo di Chicago. (Michela)
4. Zu (brano strumentale) – Brano molto incisivo di sapore metal jazz hardcore der tufello, che ci ha spiazzato ma anche interessato (almeno al sottoscritto..amo BM per questo..). (Damiano)
5. Johnny Cash Folson Prison Blues – Classico di Cash reinterpratato live da Dante Monda, accompagnato da Mario e me alla chitarra e da Damiano alla batteria. Non si poteva iniziare la
stagione Live di BM in modo migliore.
6. Mario Maneri Last blues – su testi di Cesare Pavese, un delicato blues suonato live, un “giallo” da come è stato definito dall’autore…

It was only a flirt you sure did know,
someone was hurt long time ago..

7. Crosby Stills Nash & Young Ohio – live anche questo suonato e cantato da Mario Stas e me, con Damiano, tosto, alla batteria, e Stas alla elettrica con sorprendenti suoni alla Stills..
8. Dante Monda The farm – Brano composto da Dante su un misterioso omicidio in una fattoria… Dante ha suonato e cantato accompagnato dalla Bombaband.. ci siamo talmente divertiti che l’abbiamo ripetuta 2 volte…

Sul finire, iniziavano ad arrivare le prime persone per l’officina, abbiamo concesso un altro paio di brani live.

Tutto qui. Fico. Ci rivediamo a dicembre..

Gian Luca

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