BombaBibbia Report (12/2009)

Omne trinum perfectum est, dicevano i medioevali: magra consolazione per un laboratoriello prenatalizio con pochi partecipanti. Ma arrendersi, naturalmente – mai! – e quindi ecco il risultato dell’incontro:

«Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura»
(Vangelo di Marco 4,26-29)

Un brano curioso, in cui il seme e il seminatore si confondono, ma a ben vedere il protagonista è proprio il seminatore, osservatore di uno spettacolo misterioso che si sviluppa sotto i suoi occhi. E che egli non manca di raccogliere.

«La carità non abbia finzioni […] fuggite […] attaccatevi […] amatevi […] gareggiate […] Non siate […] siate […] servite […] Siate […] Benedite […] benedite […] non maledite […] Rallegratevi […] piangete […] Abbiate […] non aspirate […] piegatevi […] Non fatevi […]Cercate […] vivete […] Non fatevi […] lasciate […] Non rendete […] vivete […]»
(Lettera ai Romani 12,9-21)

Dopo il “fatalismo” del seme che cresce sempre e comunque, ecco una trafilata d’imperativi per spiegare… la carità! Che, a quanto pare, non cresce altrettanto spontaneamente, ma ha bisogno di indicazioni concretissime e pregne di realismo («Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti»).

«…in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi […] In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria…»
(Lettera agli Efesini 1,3-14)

Un brano molto pretenzioso, che si permette di venirmi a dire chi sono, qual è il mio passato, presente, e soprattutto futuro! Il mio destino! Già, perché io vengo dal futuro…