La porta spalancata

A volte, sull’orlo della notte, si rimane sospesi
e non si muore. Si rimane dentro un solo respiro,
a lungo, nel giorno mai compiuto, si vede
la porta spalancata da un grido. La mano feriva
con una precisione vicina alla dolcezza. Così
si trascorre dal primo sangue fino a qui,
fino agli attimi che tornano a capire e restano
imperfetti e interrogati.

In questi primi versi di Quell’andarsene nel buio dei cortili, la nuova raccolta di Milo De Angelis, si viene subito condotti in un luogo e in un tempo precisi. Siamo su una soglia, sull’orlo della notte, sospesi […] nel giorno mai compiuto. È la consapevolezza di questa incompiutezza dell’essere la prima risorsa? E’ nel rimanere saldi e vigili in questa precaria sospensione l’occasione propizia?  E’ nell’inesprimibile gemito per questa ferita originaria ancora non guarita, dal primo sangue fino a qui, che la poesia vede un nuovo inizio, una porta spalancata da un grido?