BC vs. Berlicche

Kid_2Berlicche è un nome “scherzoso” per indicare il diavolo. Un nome che è diventato famoso soprattutto grazie all’edizione italiana del long-seller di C.S.Lewis, The Screwtape Letters intitolato appunto Le lettere di Berlicche. Un libro geniale che dal  1942 ha conosciuto un successo mondiale ininterrotto, basato sull’idea semplice di presentare l’epistolario tra un vecchio e potente diavolo, Berlicche appunto, che dà consiglio al suo giovane nipote, Malacoda, alle prese con il suo primo “incarico” (cioè dannare l’anima di un giovane inglese, alquanto restio a lasciarsi condurre all’Inferno). In una di queste sulfuree 33 lettere ad un certo punto leggiamo che Berlicche suggerisce a  quel povero diavolo del nipote questo consiglio: “Aggrava quella caratteristica umana che ci è utilissima: l’orrore e la negligenza delle cose ovvie“. Davvero geniale il buon (si fa per dire) Berlicche, e anche preciso con l’uso delle parole, infatti dice “aggrava” come a dire che la tendenza di fuggire e disprezzare le cose ovvie è già nella natura degli uomini, si tratta solo di assecondarla dunque.
Per fortuna per gli uomini c’è sempre qualcuno, sparso per il mondo, pronto a remare contro, ad andare un po’ contro natura, meglio, oltre la natura. Forse anche BombaCarta può essere iscritta in questo club di chi non si arrende alla natura e cerca di superarla invitando tutte le persone che finisce per incontrare a riscoprire il gusto per la bellezza nascosta nelle cose ovvie.

salmoneForse un tipaccio come Berlicche ci aiuta a mettere un po’ più a fuoco l’essenza di questo oggetto misterioso che da 16 anni è in circolazione in Italia, in Europa e grazie alla rete, in tutto il mondo. Cosa facciamo noi di BC dal 1998 nei nostri incontri di Officina e in tutte le altre “sedi” della nostra tentacolare attività? Forse proprio questo: cerchiamo di combattere contro la tendenza “diabolica” di aggravare l’orrore e la negligenza delle cose ovvie. Qualcosa che è veramente remare contro, che è assai faticoso (molto “vivo” direbbe Chesterton, padre spirituale di Lewis), che non facciamo per sport ma per un’esigenza vitale: i salmoni del resto non risalgono i fiumi contro la corrente e gli orsi per snobismo o arroganza, ma per generare nuove vite. Dunque, consiglio: provate ad andare a rileggervi gli Editoriali mensili di tutte queste annate e vedrete che abbiamo soltanto aperto gli occhi sulla realtà, quella più prossima, più scontata, più ovvia. Alla mentalità dia-bolica della “separazione” (tra la vita e la letteratura, tra spirito e materia, tra l’intelletto e le cose.. ) abbiamo provato in tutti questi anni a contrapporre una mentalità sim-bolica, che, distinguendo, unisca, tenga insieme.
Del resto è sempre Lewis che ci avverte che il diavolo opera sempre così presentandoci dei dilemmi che, come lui, sono cornuti, fatti di false dicotomie, dentro i quali non bisogna cadere, altrimenti veramente si è dannati. Il dilemma, vedi Amleto, intristisce, lacera, incupisce: la logica manichea ha sempre conseguenza tragiche (non a caso anche la “nostra” Flannery O’Connor invitava lo scrittore e il lettore a fuggire da ogni rischio di manicheismo).
Ecco dunque una vera “missione” per tutti i “bombers” sparsi nel mondo, siano o no consapevoli di esserlo poco importa: fare quello che esortava a fare proprio Chesterton: “L’investigatore comune va nelle bettole ad arrestare i ladri; noi andiamo per salotti culturali a scovare i pessimisti“; contro ogni resa alla scontatezza, la ribellione della meraviglia, bombers di tutto il mondo, uniamoci!

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