Quello stretto rapporto tra letteratura e vita

(Articolo pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria“ il 6 Novembre 2008)

Che cos’è la letteratura? Una domanda che ne interseca molte altre, nel percorso seguito da Antonio Spadaro per tentare, attraverso e oltre il filo dei tanti modi di intendere e vivere l’esperienza letteraria da parte di critici e scrittori, “una propria originale proposta critica di cosa sia la letteratura”: sono un “cantiere aperto” le riflessioni contenute in “Abitare nella possibilità” (Jaca Book edizioni), l’ultima fatica del padre gesuita fondatore di BombaCarta, ospite, martedì scorso, al Museo Nazionale, dell’incontro organizzato dall’ associazione Pietre di Scarto, con i contributi della presidente Tita Ferro e del relatore Saverio Pazzano.
Cantiere aperto di una lettura e di una critica che si configurano, sin dal sottotitolo, come momenti di una vera e propria “esperienza della letteratura”: un corpo a corpo col testo, viscerale, irreversibile, “fondamentale”, che ha il suo paradigma nella lotta di Giacobbe con l’angelo (raffigurata nel Gauguin di copertina), e che autorizza il lettore a fare a pugni con esso, non per uscirne semplicemente più colto, ma cambiato e “vivificato”.
Proprio il rapporto della letteratura con la vita si fa per Spadaro criterio di valore del testo (“la letteratura degna di questo nome aumenta la vitalità del lettore”) suggerendo al dibattito gli spunti più interessanti: punto di partenza, l’assunzione degli “Esercizi spirituali” di Ignazio di Loyola come modello ermeneutico di qualunque testo letterario. E della Bibbia come letteratura e luogo di quella “fantasia” che è – suggerisce Pazzano recuperando l’etimologia aristotelica –  arte di dare luce alla realtà, suggerendone “visioni” inedite”. Così, “se la letteratura può essere considerata, con Manganelli, menzogna, è solo in quanto chiamata a mettere in discussione il senso comune e una concezione ordinaria dell’esistenza”. Non già, invece, in quanto rinuncia alla verità. [Continua »]


Novità

Ne IL GATTO CERTOSINO sono stati pubblicati recentemente saggi e recensioni su alcuni poeti: Francesco Calvo, Margherita Faustini, Aldo G.B. Rossi e Elio Andriuoli.



Da Ende a Lewis

Ieri primo incontro stagionale del laboratorio di lettura O’Connor. I brani letti hanno trovato un filo comune nella passione per la narrativa fantastica considarata da ragazzi ma straordinaria anche per gli adulti:
– La storia infinita (Michael Ende)
– Zanna Bianca (Jack London)
– Lontano dal pianeta silenzioso (C.S.Lewis)
– Diaspora (Paolo Mannichedda).

Il prossimo appuntamento è fissato per giovedì 4 dicembre, sempre dalle 19:00 alle 21:00 in via S.Saba 19 (Roma).


Viaggio attraverso le Georgiche III

Dopo aver invocato le divinità pastorali (Pale, Apollo con il nome di Anfriso, e Pan), Virgilio si sofferma a spiegare che l’argomento di cui si sta trattando non è consueto, ma proprio per questo utile per trovare una nuova via per giungere alla gloria: egli allora ritornerà a Mantova, sua città natale, e innalzerà un tempio in onore di Ottaviano sulle verdi rive del Mincio. È sicuro infatti che Mecenate intanto lo aiuterà a continuare il poema della campagna. Anticipa poi che, in futuro, saranno da lui celebrate le imprese del nuovo Cesare in un’opera epica di argomento storico. [Continua »]


Concinnane an fera pulchritudo est?

Ex Antonii Spadari charta Rosa Elisa Giangoia vertit

Christophanus Johnson McCandless, alacer adulescens optimo genere natus, statim ut magna cum laude in doctorum Universitatis Atlantae studiorum numerum cooptatus est, ex omnium conspectu evolat et per Americana itinera suo proprio somno se recipit: Alaskam adipisci. Anni MCMXC aestas est. Chris noster viginti duos annos natus est. Cui adulescenti nihil deest, quod ei magna sentiendi vis et mens perspicax sunt. Igitur nihil ei sufficit, quod in se fert maximam alicuius rei faciendae necessitatem, quae eum ad omnia commoda, omnes certas rei cognitiones, etiam omnia corporea munera repudianda movet. Sua ipsa urbe omnibusque suis moribus relictis, Chris noster se in novam vitam in quam se ad contingendam rerum naturam mergere possit sine tutela vel certo presidio experiri vult.

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