Creatività ed arte della parola
La maggiore difficoltà che uno scrittore potrebbe incontrare nella stesura di un romanzo è riuscire a disciplinare un libero pensiero in una forma o in una struttura ragionata e predisposta in modo tale che, tra contenuto ed espressione, ci sia perfetta reversibilità e congruenza. Forse per questo talvolta un autore, dopo avere ceduto fin dal titolo tutta la parola, o meglio la ‘voce’ agli eroi del suo romanzo, può ritenere legittimo far sentire la sua, dall’esterno della finzione narrativa, per evidenziare le sue personali posizioni ideologiche sulla letteratura in genere, o sui contenuti specifici della propria ‘fabula’, in particolare.
Ma è anche vero che un libro, essendo sotto lo sguardo diretto di chi lo legge, dovrebbe già contenere in sé la sua giustificazione: nemmeno l’autore ha il diritto di vincolare la libertà di fruizione e interpretazione del destinatario della propria opera. Qualsiasi prodotto letterario, una volta creato, vive di vita propria, fonte generatrice di una varietà di significati, moltiplicabili all’infinito, in rapporto all’epoca storica, al gusto individuale, alla cultura, alla visione del mondo e delle cose di ogni potenziale lettore. Le considerazioni dell’autore non sono mai essenziali all’economia di un libro, servono innanzitutto a sé stessi, a fissare le proprie intenzioni ed a chiunque ritenga utile conoscerle. Ecco perché un autore, al termine della propria ‘fatica’ letteraria, potrebbe pensare tra sé che non riproduca con fedeltà quanto aveva ideato nella sua mente. [Continua »]


Un’altra serata di lettura del gruppo Librarsi, che ha spiccato il volo, in queste letture, verso il cielo visto dagli occhi di una bambina, fino a scendere in picchiata verso gli abissi di un tentativo di suicidio, passando per sorelle immaginarie di amori non sbocciati, boschi e foreste intrecciate da radici invisibili, donne desiderose di strappare veli reali e fittizi, libri antichi e moderni e librerie fonti di relazioni ed affetti. Insomma, un volo tanto interessante quanto accidentato e imprevedibile. In attesa di rivederci a Firenze presso la biblioteca delle Oblate il prossimo quattro marzo in una stanza tutta per noi, vi riporto qui sotto un breve resoconto dei brani letti. 

