Tre alberi di William Gongdon

… tre alberi, due gesticolanti, il terzo quasi conficcato a terra, contro un cielo rosa ed arancio secondo accostamenti cromatici del tutto insoliti per la tavolozza dell’artista; questi alberi sono autentici personaggi di un dramma che rimbalza dall’uno all’altro, alla presenza e sotto lo sguardo di un disco nel cielo, che potrebbe essere un sole scialbo o la luna di un’alba luminosa e silente.

Dall’altra parte della mano tesa
del petalo della foglia della rosa
dell’aria azzurrina e del nembo
del fulmine sghembo tra la pioggia
tutto è pazienza e attesa
che ribalti la pietra pasquale
il lato tombale delle cose:
dall’altra parte il vero disegno
il volto luminoso
il regno il regno il regno.

(Bartolo Cattafi, Dall’altra parte)

Nessun commento a “Tre alberi di William Gongdon”

  1. Tita ha detto:

    Ho letto questa poesia di Cattafi già in altre occasioni ma stasera mi pare del tutto nuova.
    C’è una parte nelle cose e ce n’è un’altra: da una parte il lato tombale, una vita di condannati a morte, una condanna sicura, anche se non si conosce il tempo, un caotico intreccio di fili, un mosaico di pezzi sparsi che non si riesce a comporre, ad ordinare: nel disegno ci sonon tre alberi che sembrano urlare lo stato di sofferenza.
    Dall’altra parte il volto luminoso, il vero disegno che dice il senso di quei fili accostati ed intrecciati, il regno tre volte ripetuto a dire durata, vita senza fine opposta al … lato tombale, ma soprattutto l’attesa paziente che dice amore, che dice sicurezza, che dice apertura fiduciosa, lato che nel disegno non appare se non come assenza che invoca una presenza altra.
    Tra le due parti una pietra che impedisce la vista, che condiziona il movimento, che chiude ogni possibilità di apertura, una pietra che deve esser ribaltata nella Pasqua perché appaia il volto nella sua luminosità, il volto vero delle persone e delle cose, della mano tesa come della foglia,…
    Stasera ricordo la prima volta in cui due righe della Scrittura mi sono diventate luminose: le parole di Giuseppe che in Egitto rivede i fratelli impauriti, coscienti del male che gli hanno fatto, e dice loro: -Non abbiate paura. Voi mi avete venduto ( è la realtà senza scusanti) ma Dio mi ha mandato in Egitto perché potessi sfamare voi e tutto il popolo-.
    Due aspetti di una sola realtà: voi mi avete venduto da questa parte, dall’altra Dio mi ha mandato, due modi di leggere e di intendere.

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