di
Paolo Pegoraro -
pubblicato il 29 Gennaio 2010
Ed eccoci in sei al primo incontro del nuovo anno bombabiblico: lo “zoccolo duro” e una new entry. Il primo brano proposto risente del tema mensile, alias «navigare»:
«Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso […] è giunto il momento di sciogliere le vele»
(Seconda lettera a Timoteo 4,6-8)
Nella nuova traduzione CEI troviamo un più prosaico «è giunto il momento che io lasci questa vita», anche se il greco allude all’essere sciolto (ma non dalle vele!). E quindi? La prospettiva della morte come viaggio, avventura, nuovo inizio… uno scioglimento che non è dissoluzione. Immediato l’allaccio al testo seguente:
«Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia»
(Deuteronomio 34)
La chiusa del Deuteronomio ha in sé pienezza («faccia a faccia») e nostalgia («non è più sorto»), compimento della promessa («Il Signore gli mostrò tutto il paese») e assenza («ma tu non vi entrerai»). Un brano densissimo, evocativo, ricco di suggestioni, che tra l’altro ha rievocato, per la costruzione antitetica, un’altra conclusione: quella del Vangelo di Matteo 28,20 («Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»).
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