Addio a «Letture» – Cosa ci si aspetta da una rivista letteraria? (3)
Terza intervista sull’ultimo numero di Letture per rispondere alla domanda: cosa ci si aspetta da una rivista letteraria?
«L’arte è un modo di esprimere cosa significa essere vivi […] La statistica ci considera ridicoli, la termodinamica ci nega. La vita, secondo qualunque metro razionale, è impossibile, e la nostra vita, questa, qui e ora, lo è infinitamente di più. L’arte ci permette di dire, di fronte a tutte queste impossibilità, quanto valga la pena celebrare il fatto che siamo in grado addirittura di dire qualcosa». È questo uno stralcio del manifesto di Satisfiction, nata come blog (sul portale MenStyle, che raggruppa Vanity Fair, Vogue, GQ, AD, Traveller), è la prima free press letteraria italiana (edita al momento da Mattioli 1885), protagonista di un appuntamento settimanale su Radio Capital, attiva sia su Myspace che su Facebook. Multimedialità, certo, ma senza strizzatine d’occhio: il cartaceo è un severo bianco e nero fittissimo di testi. Ma che testi. Inediti d’autore e recensioni “soddisfatti o rimborsati”. Ne parliamo con Gian Paolo Serino, suo ideatore e direttore. [Continua »]

Dal carpe diem di oraziana memoria son trascorsi molti giorni eppure l’essere umano ha sempre avuto il bisogno di uno strumento particolare per «cogliere l’attimo» che fugge e fissarlo, cercando non solo di farne la fotografia, ma di interpretarlo, indagarlo, metterlo in questione. Da questa esigenza nascono i diari che trasformano il flusso della vita in scrittura e poco importa se essi siano destinata alla pubblicazione o meno. Nello scrivere si ha sempre davanti una sorta di «lettore implicito» che non abbandona facilmente la coscienza di chi scrive.
Il grande romanziere inglese Graham Greene non nascondeva che, tra i suoi modelli letterari, un posto fosse riservato a Zane Grey. Un nome che oggi non dice più nulla al lettore italiano, eppure tra il 1930 e il 1970 i suoi numerosissimi romanzi western furono riproposti di continuo e con successo da Sonzogno. Come pure spopolarono i titoli di Louis L’Amour per Mondadori: Hondo, Apache, Sentiero di guerra, Giustizia texana, Nevada, Terra selvaggia, L’orgoglio dei Sackett… Ma oggi? Abbiamo detto addio ai vecchi romanzi d’appendice con pistoleri incanagliti, sceriffi senza macchia, carovane sul confine e donzelle in pericolo? Se fate un salto in libreria, scoprirete qualche sorpresa. Qualche mese fa, ad esempio, Einaudi ha tradotto Tutti i racconti western di Elmore Leonard (pp. 676, € 20), tra cui figurano alcuni classici del genere poi passati in pellicola, come Quel treno per Yuma o Io sono Valdez.