di
Stas' Gawronski -
pubblicato il 23 Febbraio 2008
Il Signore della paura, l’ultimo libro di Franco Cardini, è un romanzo storico che ci porta sulla via della seta agli inizi del ‘400. Sono protagonisti tre cavalieri che viaggiano per incontrare Tamerlano e lungo la strada fanno i conti con le tensioni profonde che danno forma al loro essere e al loro destino. La ricchezza culturale, umana e spirituale di questo libro mi hanno spinto nel giugno del 2007 a incontrare l’autore per intervistarlo in vista di una puntata di CultBook dedicata a questo romanzo. Ecco la trascrizione completa dell’intervista che credo molto interessante.
Il primo personaggio che incontriamo è Vieri di Buondelmonti. Chi è e come nasce questo personaggio?
Vieri de Buondelmonti è probabilmente il protagonista de Il Signore della Paura. Dico probabilmente perché ce ne sono altri. Certamente è il primo personaggio che si incontra. Un giovane, ma non poi tantissimo, quasi trentenne, figlio di una nobilissima famiglia fiorentina guelfa, un uomo cresciuto in mezzo agli odi, alle vendette e all’orgoglio familiare. Vieri è roso da un’ombra, forse da un rimorso, da qualcosa che scatta quando, all’inizio del romanzo, nella Pasqua del 1403, dalle sue terre dell’Impruneta, dominate dal Santuario della Vergine che protegge Firenze, emerge una candida statua di Venere. Pare un annunzio dell’Umanesimo che sta per invadere la città ma, al tempo stesso, è qualcosa che si impadronisce dell’animo di Vieri e lo spinge a fuggire dalla sua città, diretto verso un oriente che è al tempo assolutamente misterioso, l’oriente dominato dal Signore della Paura, da Timur, quello che noi chiamiamo Tamerlano, questo grande principe Tartaro che fra 300 e 400 ha minacciato di conquistare l’intera Asia.
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