Ogni casa ha bisogno di un balcone

Ci sono libri che aprono porte su nuovi mondi, che fanno esclamare “ohhh” per la sorpresa e il piacere di conoscere. Non si tratta solo di saggi. Anzi a volte i saggi possono essere noiosi e indurre al gioco di scoprire quale ideologia sostenga l’autore. Quando invece è un libro di narrativa che non solo sorprende piacevolmente per la scorrevolezza, per la storia coinvolgente che insieme commuove e fa sorridere ma anche perché ricombina e rafforza elementi di conoscenza, puoi davvero dire di non aver perso tempo, anzi quel libro ti guiderà nel riconoscere in futuro un buon libro. [Continua »]


Radiance

There are two words that struck me today: radiance and joy. I would like to ask you if there is joy and radiance in your life. When did your life become radiant? Radiant means “that have rays”, means that it’s able to reach others and to looks brilliant, shining as light. When does our face become radiant?

In my opinion when our face is lighted by someone or something else out of us and lights a light into us that comes out from our deepest self. It’s a meeting of two lights. Our [Continua »]


Gas-o-line n° 70 – Luglio 2007

GasolineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 70 di Gas-o-line.

Lo trovate, come al solito insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: https://bombacarta.com/gas-o-line/.

Il numero di questo mese contiene le seguenti rubriche:

  1. L’Editoriale, di Antonio Spadaro con la versione latina di Rosa Elisa Giangoia
  2. Poesie, di Annamaria Bonfiglio
  3. i Racconti del mese, di Manuela Perrone e Toni La Malfa
  4. Critica letteraria, di Rosa Elisa Giangoia
  5. BombaCucina, di Rosa Elisa Giangoia

Un saluto a tutti e buona lettura!


Second Life: il desiderio di un'”altra vita”

Probabilmente il nostro lettore ha, se non altro, sentito parlare dei videogame o videogiochi. Giocare con un videogame significa mettersi davanti allo schermo di un computer, di un televisore o di un dispositivo elettronico portatile come una Play Station Portable, che riproduce simbolicamente un ambiente (uno stadio, una pista automobilistica, un campo da tennis…) nel quale si svolge una scena ludica: un castello in cui bisogna trovare la principessa rapita, un’isola sperduta in cui è sepolto un tesoro, e così via. A volte si trascorrono ore nelle quali l’attenzione è come catturata dal gioco che sembra «vero». In altri termini, premendo tasti e pulsanti o muovendo dispositivi come mouse e joystick, i personaggi [Continua »]


I need to ask, to seek, to knock…

I read something interesting yesterday:

Ask and you’ll get Seek and you’ll find knock and the door will be open

It comes from the Gospel. At first, when I read that I said: “Really? Wow! It seems so nice!”. If I ask for something, will I immediately get what I’m looking for? Then I realized that my feelings were different. In my heart I received this message like a lie. Something false. Weird situation. So I was puzzled, confuse, unable to keep going… so I went to hang out with a dear friend.

When I was walking I saw a young man who wore a blu T-shirt. I saw him from behind so I was able to read a phrase on his back: «the man who knows what freedom means will find the way to be free». I said: very interesting. This is a nice insight… and I remembered the Gospel and I saw that very often I don’t get what I want because I don’t find the right way to reach what I want. [Continua »]


Letture e riletture: Se una notte d’inverno un viaggiatore (Calvino)

Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo CALVINO

A distanza di tempo quella che lo stesso Calvino diede nel corso di una conferenza a Buenos Aires, resta la migliore presentazione del suo libro: egli evidenziava in poche battute le caratteristiche principali e alcune difficoltà che aveva dovuto affrontare nella scrittura.

È un romanzo sul piacere di leggere; protagonista è il lettore che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l’inizio di dieci romanzi d’autori immaginari. Tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro. [Continua »]


Certi giorni

Ci sono giorni in cui tutto sembra piatto, immobile, liscio come l’olio. Giri per casa a piedi nudi e i capelli raccolti per il caldo con la matita dimenticata sul divano la sera prima. Se suona qualcuno intuisci prontamente che avresti dovuto quanto meno cambiarti e che non puoi proprio andare ad aprire conciata in quel modo, mentre tutto intorno, incurante, sembra non accorgersi di nulla.
In giorni come questi ci si annoia facilmente, ma nel contempo non si ha voglia di fare niente: se lo fai è perché ti ripeti “Quando mi ricapita un altro pomeriggio così?!” e che dovresti cercare di sfruttare il poco tempo libero a disposizione.
Non è mai facile capire quando si è sommersi dalle cose arretrate da quale cominciare. Io non amo molto questi giorni. Non credo di essere l’unica, ma non so più dove posare le mie cose. Ho bisogno di più spazio! [Continua »]