Pinguini di carne e papere di plastica

Ritornato in famiglia per il ponte di S. Pietro e Paolo gironzolo per canali – approfitto dell’opportunità della TV satellitare – e su Sky Cinema 2 mi imbatto sul profilo di un centinaio di pinguini in marcia dentro al gelo della notte polare. Sono mamme-pinguino in corsa contro il tempo per portare il pesce di cui sono colme ai loro pulcini. Folgorato, resto immobile fino alla fine del documentario e mio padre e mia madre, seduti ciascuno sulla propria poltrona, sembrano condividere il mio interesse dedicando alle immagini la loro muta attenzione. Si tratta del film-documentario “la Marcia dei pinguini”, di Luc Jacquet, che racconta le modalità riproduttive dei pinguini imperatore, i quali ovunque si trovino intraprendono contemporaneamente ogni anno un viaggio verso l’Oamok, [Continua »]


Innovare

Una riflessione di Cristina Allodi

Innovare è creare valore.

Non si fa una cosa nuova fine a se stessa, la si fa per aumentarne il valore, per fare qualcosa di utile per qualcuno.

L’innovazione è legata indissolubilmente a colui o colei che la opera, il suo autore. L’innovatore è colui che introduce nuove idee, metodi, sistemi o forme nella vita politica, sociale e religiosa, economica culturale ed artistica, colui che riforma, l’antitesi del conservatore. L’innovatore muove il progresso, lo anima. Essere innovatori non consiste [Continua »]


Un mondo senza verde

Ogni volta che diamo voce ai bambini, ai ragazzi succede qualcosa di inaspettato, di straordinario.

Capiamo che cosa abbiamo perduto crescendo e diventando adulti e rimpiangiamo di non avere più quella immediatezza, quella semplicità, quella freschezza per guardarci intorno e descrivere il mondo così com’è. [Continua »]


Partenza da un mattino freddo

Riceviamo da Francesco Scaramuzzi e pubblichiamo una lettura di Partenza da un mattino freddo, Antonio Seccareccia, Perrone editore, 2007.

Sono due i motivi che mi hanno spinto a leggere questo libro, dopo aver assistito a una sua presentazione poco tempo fa nell’Aula Comunale di Frascati.
Il primo è che ho conosciuto Antonio Seccareccia: era un libraio – direi “il libraio” – di Frascati, e colpiva, frequentandolo, la evidente passione per i libri, con i quali viveva quasi in simbiosi.
Il secondo motivo è l’aver scoperto che il libro parlava della sua esperienza iniziale, buona parte della quale si svolgeva durante la seconda guerra mondiale a Bari, la città nella quale sono nato ed ho vissuto gli anni della guerra. [Continua »]


Provocazioni di una lettrice un po’ snob

Fino a pochi anni fa le librerie erano i posti dove mi trovavo meglio. Tutte le librerie, di qualunque città. Era praticamente impossibile per me entrare in una libreria ed uscirne senza aver comprato niente.
Adesso, invece, è tutto il contrario.
Mi capita sempre più spesso, infatti, di girare tra gli scaffali e i reparti delle librerie senza trovare niente che mi attiri.
E dire che sono una lettrice forte.
La cosa, lo confesso, mi preoccupa. [Continua »]


Ma che significa «vacanza»?

Siamo già al mare o in montagna o forse in città, ma più rilassati. Chi non lo è ancora si accinge ad esserlo, o almeno si augura di esserlo o almeno desidera esserlo. E magari abbiamo con noi qualche buon libro.

L’estate è il tempo delle vacanze! Ma che significa «vacanza»? Per sè significa giorni di vuoto, giorno di vuoto o di assenza. La vacanza ha a che fare con il vuoto. Gli inglesi ci aiutano e ci dicono che questa vacanza è holy, santa: holiday è il termine da loro utilizzato. Ma senza gli inglesi sulla nostra vacanza il vuoto stenderebbe la sua ombra minacciosa. Vacanza da che cosa? Vacanza dall’impegno per recuperare una parte di sè perduta. Così noi tutti speriamo. L’unica cosa che possiamo auguraci in più rispetto a questo è di vivere in pieno una esperienza di vita senza che si tramuti in puro «esperimento» passeggero.

Nonostante si parli molto di «esperienza», questa dimensione dell’esistenza umana sembra in realtà decisamente in crisi. Oggi sembra che non si avverta più alcun bisogno di fare esperienza. La si è svalutata come fonte di autorità e saggezza, e al suo posto sembra subentrare una condizione fantastica in cui possiamo in ogni momento scegliere ciò che ci pare e poi tornare indietro a piacimento. Tutto si può (e anzi si deve) cambiare: una condizione in cui tutto ci appare controllabile e sostituibile.

Fatta un’esperienza, si crede che si possa tornare indietro sempre e comunque: essa si riduce a semplice «esperimento». Nulla sembra lasciare tracce in noi: la simulazione batte il reale per la sua più ampia potenzialità e il suo basso livello di rischio. Tuttavia ciò che il soggetto crede di padroneggiare viene neutralizzato, diventa qualcosa di inerte, di spento. Ciò ha delle conseguenze emotive e affettive preoccupanti. Si ha timore della realtà «nuda e cruda». In un mondo che fa paura, ha buon gioco tutto ciò che è simulato, capace di stare sotto controllo, reversibile.

Ma tutto ciò rende l’uomo affettivamente ed emotivamente fragile. La realtà è insicura: essa non garantisce il riparo dalle ferite e dai sentimenti negativi. Solo se accettiamo il fatto che non si può padroneggiare la realtà, riusciamo ad afferrare qualcosa di questa realtà, sfuggendo al trionfo del relativo.

Questo vale anche per l’esperienza della letteratura. La letteratura è qualcosa di irreversibile, capace di modificare realmente il modo in cui una persona vive la propria vita, la propria esperienza umana. E la vera esperienza non è mai quella che progettiamo di affrontare, secondo i nostri modi e i nostri tempi, ma è qualcosa che ci supera e ci sorprende. La letteratura è sorprendente.

Attenzione, quindi! Il libro che stiamo leggendo sotto l’ombrellone, se è vera letteratura, potrebbe cambiarci la vita.


Letture e riletture: Sotto il sole giaguaro (Calvino)

“Sotto il sole giaguaro” di Italo Calvino

Discutiamo tra amici di conoscenza degli oggetti attraverso i sensi, i cinque sensi, precisa uno di noi, facendo notare come spesso ci limitiamo alle sensazioni che uno solo di essi ci offre, l’orecchio o l’occhio, dimenticando le importanti informazioni che ci possono venire dal tastare un oggetto, sentirne l’odore, assaporarne il gusto. Ricordo improvvisamente un libro di Italo CALVINO, Sotto il sole giaguaro, edito da Garzanti, a poco meno di un anno dalla morte dello Scrittore, nell’aprile del 1986, che sono stata invitata a presentare nel novembre dello stesso anno: si stupiscono per il titolo ed io ricordo l’attenzione e la meraviglia delle -quattro- persone presenti, prese dalla magia del libro, che spero di poter comunicare ancora. [Continua »]