Viaggio attraverso il nero

di Rita Lia 

Immaginare di viaggiare in un universo dominato dal nero, talora, significa sprofondare in un abisso di non-colore. Si cerca di aggrapparsi ad un appiglio che freni la discesa. Ci si affanna a non perdere la centralità del cammino.
E tuttavia il nero rappresenta un fattore d’attrazione, cui è difficile resistere.
L’attratività crescente si concretizza in un flusso d’immagini sempre più nitide. Acquistano la consapevolezza di memorie finemente delineate sino a toccare dimensioni e presenze lontane, eppure inamovibili. Figure, che parevano dimenticate, acquistano allora una forza simbolica. [Continua »]


Macchie rosse

Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Saverio Bertolino su
Alessandra Montrucchio, Macchie rosse, Farfalle, Venezia, Marsilio, 2001.

Estate del 1984. Un gruppo di ragazzi, la compagnia del mare, la stessa compagnia dello stesso mare romagnolo da anni, si ritrova a Lido di Spina per trascorrere insieme le ultime due settimane di agosto. Ragazzi diciotto-ventenni come tanti. E, come tanti a quell’età, spensierati. Molto spensierati, lontani dagli amici quanto da loro stessi. Ancora innocenti di quel salto verso la vita consistente nell’aprire gli occhi [Continua »]


“All He Ever Wanted”

Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Harriet Agnes Nnamutebi su

Anita SHREVE, All He Ever Wanted, Back Bay Books, 2004.

It is 32°C on a mid-May afternoon in Rome. I begin reading a novel and am immediately confronted with a fire blaze in Thrupp Hotel, New Hampshire, in All He Ever Wanted, a novel written by Anita Shreve. Nicolas Van Tassel is exercising altruism by helping people to escape when he experiences love at first sight having set his eyes [Continua »]


Niger color

Nuper mihi parvam bulgam nigram donaverunt. Pulchra ornataque est. Si rubra, viridis vel lutea, tam compta et perpolita, sed colorata, non fuisset. Mecum quaero: mea nigra bulga colorata an non est? Postea cogito de imaginibus albis et nigris vel contra coloratis quae se in tabula moventes rem narrant. Colligere nigrum colorem non esse auderem.

Postea, libero notionum in mente mea nexu, rerum coloratarum nigrarum combustarum mihi in mentem veniunt: si colores inflammamus, focus eos in nigro colore extinguit. “Ut nihil post sensuum exstinctionem, ut aeternum silentium sine futuro et sine spe, nigri coloris intimus sonus est” dicit ille clarus pictor Kandinsky.  [Continua »]


Voci nere con a solo

natalie dessay lucia di lammermoor eric mahoudeauLe voci nere vanno ascoltate quando risuonano, come Lucia di Lammermoor?
Quando le palpebre tingono di nero lo sguardo che può concentrarsi dentro: nel nero? Oppure…dal nero?
Nero e bianco: assenza di segnale e compresenza di tutti i segnali. Ambiguità strutturale o feconda opposizione? Cosmica o umana? Cosmica ed umana?
Come districarsi quando la trasposizione è insita nel cuore della persona? Quando gli accidenti della vita sono gelati in noi fin dall’infanzia e formano la nera barriera dell’inconscio? [Continua »]


…perchè il tempo non li spurghi

Capita, discorrendo magari di un tema squisitamente culturale, che scappi un’inflessione dialettale. Molti, e tra questi il purista, inorridiscono a quella che è, a tutti gli effetti, una caduta di stile. Altri se ne compiacciono. Cercare le motivazioni di tanta ostilità verso il dialetto – voce imponente dei nostri paesi – esigerebbe, forse, un viaggio a ritroso – magari un percorso alla Conrad di “Cuore di tenebra”. Io comunque mi diverto da sempre a cogliere le reazioni che balzano dagli stridori di un meticciato linguistico.

Il corretto e forbito italiano fa da sempre status. Se postillato da personali coniature e licenze è decisamente dandy. Eppure il dialetto – a confronto, roba da ruspanti!… –  regge da sempre il peso di dipingere questo mondo di carne e di sangue. Quanti suoni buffi, alcuni così onomatopeici, ci accomunano e, in qualche modo, ci raccontano, tanto che viene facile abbozzare all’errore di sintassi o grammaticale. [Continua »]


Viaggio attraverso l’Eneide III

Viaggio di Enea da Troia verso l'Italia

Viaggio di Enea da Troia verso l'Italia

Enea continua a parlare davanti a Didone e ai notabili di Cartagine per esporre le peripezie del suo viaggio. Il senso di sconforto e di rimpianto che si avverte fin dai primi versi del canto, l’immagine di Troia (superbum /Ilium) ridotta ad un mucchio di macerie, il ricordo della sua potenza, della vita tranquilla e operosa di un tempo ormai perduta per sempre, sono i motivi che ispirano la poesia di questo libro e che, brevemente accennati all’inizio, torneranno insistentemente come un incubo doloroso a caratterizzare ogni stato d’animo e ogni situazione  di questa breve odissea virgiliana, di cui è protagonista un eroe destinato a peregrinazioni forzate, un vinto che non ha più una patria e viaggia con il rimpianto del passato e l’incertezza dell’avvenire. [Continua »]