Viaggio attraverso il nero
di Rita Lia
Immaginare di viaggiare in un universo dominato dal nero, talora, significa sprofondare in un abisso di non-colore. Si cerca di aggrapparsi ad un appiglio che freni la discesa. Ci si affanna a non perdere la centralità del cammino.
E tuttavia il nero rappresenta un fattore d’attrazione, cui è difficile resistere.
L’attratività crescente si concretizza in un flusso d’immagini sempre più nitide. Acquistano la consapevolezza di memorie finemente delineate sino a toccare dimensioni e presenze lontane, eppure inamovibili. Figure, che parevano dimenticate, acquistano allora una forza simbolica. [Continua »]
Alessandra Montrucchio, Macchie rosse, Farfalle, Venezia, Marsilio, 2001.
Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Harriet Agnes Nnamutebi su
Nuper mihi parvam bulgam nigram donaverunt. Pulchra ornataque est. Si rubra, viridis vel lutea, tam compta et perpolita, sed colorata, non fuisset. Mecum quaero: mea nigra bulga colorata an non est? Postea cogito de imaginibus albis et nigris vel contra coloratis quae se in tabula moventes rem narrant. Colligere nigrum colorem non esse auderem.
Le voci nere vanno ascoltate quando risuonano, come Lucia di Lammermoor?
Capita, discorrendo magari di un tema squisitamente culturale, che scappi un’inflessione dialettale. Molti, e tra questi il purista, inorridiscono a quella che è, a tutti gli effetti, una caduta di stile. Altri se ne compiacciono. Cercare le motivazioni di tanta ostilità verso il dialetto – voce imponente dei nostri paesi – esigerebbe, forse, un viaggio a ritroso – magari un percorso alla Conrad di “Cuore di tenebra”. Io comunque mi diverto da sempre a cogliere le reazioni che balzano dagli stridori di un meticciato linguistico.