Blu
Che cos’è il blu?
Il blu è il cielo, è il mare. Guardare il cielo è il gesto più naturale che si possa fare. A volte viene da sospettare che il nostro sguardo sia fatto per guardare in alto. Lo sa chi ama una città come New York e ama sapere che c’è sempre altro al di là della propria capacità di cogliere il reale con uno sguardo ad altezza d’uomo. Ma lo stesso vale per chi ama le montagne, ovviamente. Poco cambia: il picco di una montagna o la punta dell’Empire State Building si stagliano nel blu.
Siamo immersi nell’aria, cioè in un blu che non è mai “dipinto di blu” perchè è trasparenza. Ma cielo e mare ci appaiono blu. La loro caratteristica è la profondità [Continua »]
di María Zambrano
Il saggio Una tragedia negata di Demetrio Paolin si espone ad un rischio molto particolare, e cioè che il lettore si soffermi più sull’elemento di novità estrinseco presente nelle modalità di pubblicazione che lo caratterizzano, che sul merito delle tesi in esso svolte. Si tratta, infatti, di un libro virtuale, pubblicato esclusivamente sul sito internet della sua casa editrice Vibrisselibri e da esso liberamente scaricabile per la lettura. L’editrice, che ha esordito con i primi due testi nel novembre scorso (e l’altro, guarda caso, è un romanzo, L’organigramma di Andrea Comotti, dal tema – piazza Fontana e dintorni – contiguo al saggio di cui parliamo), sta in pieno realizzando quanto preconizzato solo pochi mesi or sono da Antonio Spadaro, che nel suo Connessioni esplorava le straordinarie possibilità di diffusione della cultura offerte dalla rete, non tacendo per altro di alcuni nodi critici ancora irrisolti. Se uno degli intenti è anche la promozione di una successiva diffusione in forma cartacea, a seguito dell’acquisto da parte di case editrici tradizionali,
«Un libro, finché non lo si legge, è solamente essere in potenza, tanto in potenza quanto una bomba che non è scoppiata. Ogni libro deve avere qualcosa della bomba, dell’avvenimento che attuandosi minaccia e mette in risalto, benché solo colla sua vibrazione, la falsità. Come chi lancia una bomba, lo scrittore scaglia fuori di sé, dal suo mondo e, pertanto, dal suo ambiente controllabile, il segreto trovato. Non sa l’effetto che sta per determinare, che sta per scaturire dalla sua rivelazione, né può dominarlo colla sua volontà. Perciò è un atto di fede, come collocare una bomba o appicar fuoco a una città; è un atto di fede, come lanciarsi su qualcosa la cui traiettoria non è da noi controllabile».