L’Uomo e l’Eco di Yeats: il venerdì santo della parola poetica
Giunto al termine della sua vita, nella prima metà degli anni ’30 del secolo scorso il grande poeta irlandese William Butler Yeats, rivisitando la propria esistenza e analizzando con la freddezza e la lucidità del poeta il contributo delle proprie idee alla vita politica e culturale del suo Paese, – nonché il senso del proprio essere e del proprio operare al cospetto del giudizio della storia e di un Essere Superiore cui prestava una fede intermittente, personalissima, densa di esoterismo ma anche di smaglianti intuizioni – arrivava ad una conclusione non analitica, ma affidata alla suggestione e alle parole dei versi, nella poesia “L’uomo e L’eco” dove immagina un pellegrino che invece di recarsi in un luogo sacro, ad interrogare qualche oracolo di una qualsivoglia divinità, si reca sulle pendici del Knocknarea, calva e bizzarra montagna che si erge tra Sligo, luogo d’origine del poeta, e l’Oceano. [Continua »]
Anche attraverso i giornali il Convegno di Reggio Calabria ha lasciato il segno, tutte pagine per noi molto significative e che di certo conserveremo, nuovi tasselli della nostra piccola grande storia. Ho ricevuto, in particolare, i seguenti articoli, pubblicati dal quotidiano locale “CalabriaOra” di mercoledì 4 Aprile e portano la firma di Jenny Canzonieri, che ha preso parte ad alcuni momenti dei lavori del Convegno.
È un romanzo scritto in prima persona, in cui il protagonista-voce narrante, fedele proiezione letteraria dell’autore, mentre passeggia per le strade del centro di Roma, si ferma davanti alla vetrina di una libreria, dove inaspettatamente, tra tante copertine, ne vede una con la sua foto: altro non è che una sua autobiografia, da lui, però… mai scritta!
Giorno 29 marzo 2007, ore 16.30, Reggio Calabria, in una sala di luce chiarissima inizia il