L’Uomo e l’Eco di Yeats: il venerdì santo della parola poetica

Giunto al termine della sua vita, nella prima metà degli anni ’30 del secolo scorso il grande poeta irlandese William Butler Yeats, rivisitando la propria esistenza e analizzando con la freddezza e la lucidità del poeta il contributo delle proprie idee alla vita politica e culturale del suo Paese, – nonché il senso del proprio essere e del proprio operare al cospetto del giudizio della storia e di un Essere Superiore cui prestava una fede intermittente, personalissima, densa di esoterismo ma anche di smaglianti intuizioni – arrivava ad una conclusione non analitica, ma affidata alla suggestione e alle parole dei versi, nella poesia “L’uomo e L’eco” dove immagina un pellegrino che invece di recarsi in un luogo sacro, ad interrogare qualche oracolo di una qualsivoglia divinità, si reca sulle pendici del Knocknarea, calva e bizzarra montagna che si erge tra Sligo, luogo d’origine del poeta, e l’Oceano. [Continua »]


Scrivono i giornali

Anche attraverso i giornali il Convegno di Reggio Calabria ha lasciato il segno, tutte pagine per noi molto significative e che di certo conserveremo, nuovi tasselli della nostra piccola grande storia. Ho ricevuto, in particolare, i seguenti articoli, pubblicati dal quotidiano locale “CalabriaOra” di mercoledì 4 Aprile e portano la firma di Jenny Canzonieri, che ha preso parte ad alcuni momenti dei lavori del Convegno.

“«È difficile trovare l’ispirazione da sé».
Esordisce così una giovanissima scrittrice. La chiamiamo scrittrice per farla sentire importante, invece Maria Cristina è una liceale attenta che spera di trovare nel laboratorio di scrittura creativa e nello stimolo poetico, una via “tecnica” perché il genio dello scrivere [Continua »]


Una parzialissima mappa del calcio scritto

Nuove pubblicazioni tra narrativa, saggistica, memoria e interpretazioni: “Come il calcio spiega il mondo” di F.Foer (Baldini&Castoldi); “E’ finito il nostro carnevale” di F. Stassi (Minimum fax); “Un antropologo nel pallone” di B.Barba (Meltemi); “La matematica del gol” (Aa.Vv. Fandango); “La partita dell’addio” di N. Governato (Mondadori) .

Nonostante sia l’anno post mondiale e post scandali il calcio scritto è sempre più vitale e versatile. Ma quali sono gli autori più significativi? E ci sono dei filoni? Quale geopolitica letteraria si può individuare nell’universo del pallone raccontato? Proviamo a delineare un nostro personalissimo e parzialissimo atlante del calcio scritto. [Continua »]


Su “100 chiodi”

Legittima difesa di un lettore.

Ermanno Olmi

Ermanno Olmi

100 chiodi“, l’ultimo lavoro di Ermanno Olmi, è il film-testamento con il quale il maestro si congeda dal suo pubblico per dedicarsi ad altro (documentari, sembra).

La storia è quella di un professore (Raz Degan) che abbandona i libri per incontrare l’uomo, la natura e la felicità. Il film, tra dialoghi pilotati per dare ragione alla tesi dell’autore, frasi altisonanti e momenti ispirati nella descrizione di momenti di vita “agreste” non mi ha entusiasmato, ma non è di questo che mi preme.
Tra i temi principali del film, se non in principale, c’è un violento attacco alla “cultura”. Più precisamente: un violento attacco ai “libri”. I lunghi 100 chiodi del titolo, con una immagine che vorrebbe possedere chissà quale potenza, letteralmente inchiodano al pavimento 100 pregiati volumi antichi. [Continua »]


Parole musica immagini

In certi film non è possibile scindere la musica dalle immagini, come ad esempio in Morte a Venezia l’Adagio della V sinfonia di Mahler dalle immagini di Tazio e di Venezia. In altri, come ne Il cielo sopra Berlin le immagini scelte da Wim Wenders e la sceneggiatura di Peter Handke formano un perfetto connubio. Eppure tanto piene di morte e decadenti le prime, quanto straodinariamente portatrici di una segreta e misteriosa speranza di vita le seconde.  [Continua »]


Incontrare la propria morte

In un’intervista di qualche anno fa, alla domanda su quale fosse il suo rapporto con la morte, Roberto Pazzi rispondeva: Di angoscia e di dubbio, perché amo la carne e la bellezza della carne mi esalta; ma anche di liberazione e attrazione perché sono certo che la vita sia una malattia da cui si guarisce solo con la morte. Quest’affermazione del narratore può costituire una significativa premessa alla lettura del suo ultimo romanzo Qualcuno mi insegue (Edizioni Frassinelli, 2007), perché la morte, incarnata in un’affascinante figura femminile è la protagonista della vicenda.

È un romanzo scritto in prima persona, in cui il protagonista-voce narrante, fedele proiezione letteraria dell’autore, mentre passeggia per le strade del centro di Roma, si ferma davanti alla vetrina di una libreria, dove inaspettatamente, tra tante copertine, ne vede una con la sua foto: altro non è che una sua autobiografia, da lui, però… mai scritta! [Continua »]


E raccontando e raccontandomi

Giorno 29 marzo 2007, ore 16.30, Reggio Calabria, in una sala di luce chiarissima inizia il IV Convegno Nazionale sulla Letteratura. L’Associazione reggina Pietre di Scarto e la Federazione Bombacarta gli organizzatori. Una piccola delegazione dell’Associazione Le Madie/Cutro,Crotone – cinque in tutto – era presente.

All’emozione di rivedere volti conosciuti si aggiunge un gusto di familiarità. Le associazioni, tutte, federate a Bombacarta, si leggono tra loro attraverso una mailing list. L’occasione del convegno ha consentito quasi un automatismo: legare l’ultimo messaggio letto, al volto dell’autore. Possibilità che dava qualcosa di più a quel volto, qualcosa di più al messaggio. Il vecchio scatolone non basta a veicolare una comunicazione esaustiva, che necessita sempre [Continua »]