Vincenzo Consolo: le parole, il tono, la cadenza

Domenico Calcaterra ed il suo brillante esordio editoriale.
Vincenzo Consolo, un poeta prestato alla narrativa. Una delle voci più singolari, autentiche, indignate della letteratura italiana del secondo Novecento. Ultimo erede d’una grande tradizione d’intellettuali impegnati.
Verga, Gadda, Pasolini, Sciascia a far da maestri e da sfondo. 

E la Sicilia. Ancora una volta, torna ad ammaliarci con la sua storia letteraria. Storia di una terra traboccante di passione, quella per la vita ed il suo più intimo sentire, e di ciò che da sempre distingue ogni buon siciliano, ossia il coraggio e la dignità di saperne sempre affrontare ogni momento a testa alta. Si aggiunga a tutto questo il prestigio di una scrittura il cui più grande pregio è quello di non consentire ripensamenti, una scrittura che non considera la possibilità di un “volgersi indietro” ed è quella di Vincenzo Consolo con la sua nobile e solitaria [Continua »]


Gas-O-Line n° 66 – Marzo 2007

Gas-o-lineCari Bombers, è stato pubblicato sul sito il nuovo numero della e-zine di BombaCarta: il numero 66 di Gas-o-line.

Lo trovate, come al solito insieme a tutti gli arretrati di Gas-o-line, nella pagina dedicata a Gas-o-line all’interno del sito: https://bombacarta.com/gas-o-line/.

Un saluto a tutti e buona lettura!


Tom Waits: «…e l’alba esplose come una frustata»

Tom Waits

«Incidere una canzone è come catturare un passero: devi farlo senza rischiare di ucciderlo. A volte per la fretta di trasferire una canzone su disco ti resta in mano un pugno di piume, e il passero, cioè la canzone, è volato via»(1).

Così si esprimeva Tom Waits in un’intervista, concentrando in immagine l’esperienza artistica che vive dal 1973, data di incisione del suo primo disco, al quale sono seguiti, fino ad oggi, una trentina di album, se includiamo anche quelli antologici(2). Il musicista sembra voler dire che l’ispirazione ha le ali, e la composizione, se non è attenta, rischia di mortificarla, di ridurla a un pugno di piume.

L’ispirazione di Waits, artista a tutto campo, è strettamente legata ai protagonisti delle sue ballate: quel popolo delle badlands composto di perdenti e di gente che popola i bassifondi. Waits stesso ha dato un volto a questi personaggi, apparendo in ben 30 film, alcuni dei quali di successo, lavorando per vari registi (tra i quali Sylvester Stallone, Francis Ford Coppola e Robert Altman) e impegnandosi anche in due collaborazioni teatrali. È stato inoltre autore delle musiche originali di undici film. La sua ispirazione è dunque tutt’altro che volatile. Semmai è un cane randagio, difficile da imbrigliare. [Continua »]


La poesia ha tante voci

poesia>La poesia ha tante voci, è duttile, malleabile, accoglie e regala, viene da lontano e si apre con disponibilità alle voci del dire, secondo i desideri, gli orientamenti, le aspettative e le urgenze esistenziali dell’uomo nel tempo del suo vivere. Talvolta la poesia si è fatta voce dell’uomo che vuole parlare con la divinità, è stata sentita come forma speciale per dialogare con chi speriamo ci ascolti e ci risponda, al di là di ogni umana certezza. Per questo la poesia fin dai primordi [Continua »]


Deliverance

Ho trovato su YouTube questa scena tratta dal film Deliverance (Un tranquillo weekend di paura). Avevo solo 11 anni quando il film uscì e dovetti aspettare qualche anno per poterlo vedere, ma da allora questa scena non mi è più uscita di mente. Il duello di Banjo è un mito della mia gioventù. Questo film è pieno di aspetti misteriosi e terribili: la genialità della diversità, la brutale innocenza della natura. Calvino ha scritto ne “Le città invisibili”: “L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti”. E in questa scena mi pare che ci stia tutta.


Il testamento di Beethoven

Beethoven scrisse il 6 ottobre 1802 un documento che custodì preziosamente, conosciuto con il nome di “Testamento di Heiligenstadt”. Nello scritto Beethoven svela la sua sordità. Una seconda parte del testamento fu redatta alcuni giorni dopo, il 10 ottobre 1802.

O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me, non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un’apparenza, il mio cuore e la mia mente erano sin dall’infanzia inclini al tenero sentimento della benevolenza, e avrei anche sempre voluto compiere grandi azioni, ma pensate solo che da sei anni [Continua »]


Una semplice questione di editing

Ecco la pagina del Diario del laboratorio di scrittura creativa di Bombacarta a Roma relativa all’incontro del 7 marzo 2007.

Le amiche (Klimt)ll laboratorio di scrittura è un luogo di ESPERIENZA (lettura e scrittura di testi), RIFLESSIONE (confronto e discussione con l’editor e gli altri lettori del laboratorio) e AZIONE (lettura, scrittura e riscrittura nella propria dimensione privata). Tre momenti fondamentali senza cui è impossibile sviluppare la propria capacità di visione e di scrittura. Nell’ultimo incontro abbiamo letto con attenzione la prima stesura di un nuovo racconto di Paola, la storia di due amiche che, pur in modo diverso, ricercano l’attenzione dello stesso uomo. [Continua »]