E raccontando e raccontandomi

Giorno 29 marzo 2007, ore 16.30, Reggio Calabria, in una sala di luce chiarissima inizia il IV Convegno Nazionale sulla Letteratura. L’Associazione reggina Pietre di Scarto e la Federazione Bombacarta gli organizzatori. Una piccola delegazione dell’Associazione Le Madie/Cutro,Crotone – cinque in tutto – era presente.

All’emozione di rivedere volti conosciuti si aggiunge un gusto di familiarità. Le associazioni, tutte, federate a Bombacarta, si leggono tra loro attraverso una mailing list. L’occasione del convegno ha consentito quasi un automatismo: legare l’ultimo messaggio letto, al volto dell’autore. Possibilità che dava qualcosa di più a quel volto, qualcosa di più al messaggio. Il vecchio scatolone non basta a veicolare una comunicazione esaustiva, che necessita sempre [Continua »]



Il colore del romanzo di Marco Candida

Aspettando l’arrivo del primo romanzo di Marco Candida, l’Autore sta realizzando un godibilissimo book-stage. Condendo il tutto di gustosissimi aneddoti.
Sempre Marco realizzò un esilarante reportage dell’officina di BombaCarta quando ancora Vibrisse era un bollettino spedito via posta da Giulio Mozzi.

Rilanciamo – nell’anno bombacartaceo dei colori – l’undicesima puntata del book-stage

Scherzando, in casa editrice, avevo dichiarato che la prima parte di La mania per l’alfabeto avrebbe potuto pubblicarsi nella collana Questo e altri mondi, la seconda parte nella collana Indicativo Presente, e la terza parte nella nuova collana Spore. Continuando a scherzare ho detto che, anzi, il romanzo si sarebbe potuto spezzare in tre volumetti e farli uscire simultaneamente per ciascuna collana, e a questo punto sono stato squadrato con l’aria di chi vuol farti capire che un bel gioco dura poco. Scherzi a parte, sono fiero che La mania per l’alfabeto esca per Indicativo Presente – la collana dei Trevisan, dei Mozzi e Voltolini, dei Castaldi, dei Verasani, dei Casadei –, e credo anche sia la sua collocazione più giusta. [Continua »]


In principio era il racconto

È appena iniziato a Reggio Calabria il quarto Convegno Nazionale sulla Letteratura organizzato dall’Associazione Pietre di Scarto e dalla Federazione BombaCarta. Il tema di quest’anno è “In principio era il racconto“.

Dopo l’interrogativo iniziale A che cosa serve la letteratura?, la ricerca sui rapporti tra Realtà e fantasia nella letteratura e l’attenzione al Mistero di scrivere, il quarto convegno affronta il tema del racconto che “comincia con la storia stessa dell’umanità”. Non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti, perché, come dice Karen Blixen, “essere una persona è avere una storia da raccontare”. Diamo di seguito il programma del Convegno: chi è interessato a seguirne i lavori può rivolgersi per informazioni alla segreteria del Convegno, ai numeri sotto indicati. [Continua »]


Filosofia africana

«L’Africa – Madre della Vita – sembra aver trovato dimora nel cimitero», scrive Filomeno Lopes, filosofo della Guinea Bissau, mettendo a fuoco le condizioni attuali del martoriato continente, nel suo Filosofia senza feticci, pubblicato dalle Edizioni Associate. I «dannati della terra», oltre a guerra, fame e malattia, devono oggi combattere con un’interpretazione insistita che vede nell’Africa Saccheggiata prima delle materie prime, ridotta in schiavitù, azzerata nel pensiero; bloccata poi in un’astrazione geografica e in categorie folkloristiche mummificate, l’Africa intende ora scrollarsi di dosso ogni retaggio dell’odiosa colonizzazione fisica e mentale di marca occidentale. Il mito, duro a morire, del buon [Continua »]


A space for literary intelligence

di Albert Tarimo Antipas

It was in the evening of 17th March 2007, when the climate was cool, I had a walk to our famous square Monteverde. I carried with me a book: “A che cosa serve la letteratura” by Antonio Spadaro, to which I intended to read a chapter on literary intelligence. Reaching to the square I looked for a suitable place free of noise, with sufficient light and comfortable bench, so as to explore my text. I was concentrated enough, with poses after every subtitle. Poses endowed me with moments to experience myself in relation to the literature I was reading and also to listen different voices from the square. There was a group of old pensioned people in another angle with different newspapers reading and exchanging views of what each was experiencing from the reading. Their [Continua »]