Il colore del romanzo di Marco Candida

Aspettando l’arrivo del primo romanzo di Marco Candida, l’Autore sta realizzando un godibilissimo book-stage. Condendo il tutto di gustosissimi aneddoti.
Sempre Marco realizzò un esilarante reportage dell’officina di BombaCarta quando ancora Vibrisse era un bollettino spedito via posta da Giulio Mozzi.

Rilanciamo – nell’anno bombacartaceo dei colori – l’undicesima puntata del book-stage

Scherzando, in casa editrice, avevo dichiarato che la prima parte di La mania per l’alfabeto avrebbe potuto pubblicarsi nella collana Questo e altri mondi, la seconda parte nella collana Indicativo Presente, e la terza parte nella nuova collana Spore. Continuando a scherzare ho detto che, anzi, il romanzo si sarebbe potuto spezzare in tre volumetti e farli uscire simultaneamente per ciascuna collana, e a questo punto sono stato squadrato con l’aria di chi vuol farti capire che un bel gioco dura poco. Scherzi a parte, sono fiero che La mania per l’alfabeto esca per Indicativo Presente – la collana dei Trevisan, dei Mozzi e Voltolini, dei Castaldi, dei Verasani, dei Casadei –, e credo anche sia la sua collocazione più giusta. [Continua »]


In principio era il racconto

È appena iniziato a Reggio Calabria il quarto Convegno Nazionale sulla Letteratura organizzato dall’Associazione Pietre di Scarto e dalla Federazione BombaCarta. Il tema di quest’anno è “In principio era il racconto“.

Dopo l’interrogativo iniziale A che cosa serve la letteratura?, la ricerca sui rapporti tra Realtà e fantasia nella letteratura e l’attenzione al Mistero di scrivere, il quarto convegno affronta il tema del racconto che “comincia con la storia stessa dell’umanità”. Non esiste, non è mai esistito in alcun luogo un popolo senza racconti, perché, come dice Karen Blixen, “essere una persona è avere una storia da raccontare”. Diamo di seguito il programma del Convegno: chi è interessato a seguirne i lavori può rivolgersi per informazioni alla segreteria del Convegno, ai numeri sotto indicati. [Continua »]


Filosofia africana

«L’Africa – Madre della Vita – sembra aver trovato dimora nel cimitero», scrive Filomeno Lopes, filosofo della Guinea Bissau, mettendo a fuoco le condizioni attuali del martoriato continente, nel suo Filosofia senza feticci, pubblicato dalle Edizioni Associate. I «dannati della terra», oltre a guerra, fame e malattia, devono oggi combattere con un’interpretazione insistita che vede nell’Africa Saccheggiata prima delle materie prime, ridotta in schiavitù, azzerata nel pensiero; bloccata poi in un’astrazione geografica e in categorie folkloristiche mummificate, l’Africa intende ora scrollarsi di dosso ogni retaggio dell’odiosa colonizzazione fisica e mentale di marca occidentale. Il mito, duro a morire, del buon [Continua »]


A space for literary intelligence

di Albert Tarimo Antipas

It was in the evening of 17th March 2007, when the climate was cool, I had a walk to our famous square Monteverde. I carried with me a book: “A che cosa serve la letteratura” by Antonio Spadaro, to which I intended to read a chapter on literary intelligence. Reaching to the square I looked for a suitable place free of noise, with sufficient light and comfortable bench, so as to explore my text. I was concentrated enough, with poses after every subtitle. Poses endowed me with moments to experience myself in relation to the literature I was reading and also to listen different voices from the square. There was a group of old pensioned people in another angle with different newspapers reading and exchanging views of what each was experiencing from the reading. Their [Continua »]



La fabbrica di cioccolato

Nella pellicola del 2005, il grandissimo Tim rinsalda la propria alleanza con gli amici che hanno accompagnato la sua carriera cinematografica: il dark, Roald Dahl, Johnny Depp e le musiche di Danny Elfman.

La fabbrica di cioccolato

Locandina del film di Tim Burton

La sintesi di questi quattro pilastri sta tutta ne “La fabbrica di cioccolato”, ispirato al romanzo del Great Good Giant “Charlie e la fabbrica di cioccolato”.

Tim interpreta al meglio lo spirito macabro della favola di Dahl, alternando scene tetre nelle quali prevale il buio e il freddo, ad altre coloratissime che ben rappresentano il mondo dei dolciumi. Macchine enormi e fantasiose, guidate dai bizzarri Oompa Loompa, sono il cuore pulsante della fosca e solitaria fabbrica. Il pallore funereo di Willy Wonka (Johnny Depp), i suoi modi sbrigativi e affettati, sono accostati al rutilante arcobaleno di caramelle e zucchero. [Continua »]