Preposizioni – “CON”

Maradona

La "mano de Dios" di Diego Armando Maradona

«Sciocco addolorarsi per la perdita di una compagnia. Quella persona potevamo non incontrarla mai, quindi possiamo farne a meno.» Così parlò Pavese. Possiamo davvero fare a meno di tutti, tranne che di noi stessi? Io propenderei per il no, proprio perché diventiamo realmente noi stessi –  e tali ci auto-riconosciamo – soltanto se ci poniamo in relazione al mondo che ci circonda. La con-divisione è alla base dell’esperienza stessa della vita umana, e l’amore non è altro che la divisione di una parte di noi stessi con qualcun altro.

L’editoriale potrebbe finire qui, rimandando qualsiasi ulteriore riflessione all’Officina del 24 marzo. Ma vorrei raccontarvi una breve storiella. [Continua »]


Ciao Lucio

«Non è tanto dalla ragione che nasce la fede in Dio. Il meccanismo del credere è dentro di noi, nasce assieme a noi. È una rigenerazione, credere. Io sono credente e credulone. Sono disposto a credere. Anzi, faccio fatica a capire quelli che non credono. Io credo che la morte sia solo la fine del primo tempo». (Lucio Dalla)


Solid Rock

Sabato 10 marzo alle ore 17,00 sarà presentato presso l’Auditorium del Chris Cappell College l’incontro su

“Musica e Fede: searching for a solid rock”
Un viaggio attraverso la lettera e lo spirito della musica folk e rock americana.

…la risposta soffia nel vento… cantava Bob Dylan nel 1962 nella sua celebre canzone Blowing in the wind, e il più famoso “esegeta” di quei versi, Giovanni Paolo II, nel 1997 aggiunse che quel vento è “il vento dello Spirito Santo”. Sono passati 50 anni e lo Spirito soffia ancora nelle note della musica rock e folk che affonda le sue radici anche nell’enorme bagaglio dell’immaginario della Bibbia, il Grande Codice della letteratura occidentale.
Attraverso l’esame della parabola artistica dello stesso Dylan e di Bruce Springsteen, grazie anche alla lettura dei testi e all’esecuzione live di alcuni tra i brani più significativi, si cercherà di mettere in luce il rapporto tra musica e fede, sottolineando alcuni grandi nuclei tematici: dalla ricerca alla frontiera, dalla strada alla città, dal camminare al cadere, al rinascere… per tutti quelli che sono “nati per correre” e amano il rock “per sempre giovane”.


A pale winter: omaggio a David Foster Wallace

Il 21 febbraio David Foster Wallace avrebbe compiuto 50 anni. Tra le varie iniziative, in onore e a memoria dello scrittore americano, una mi sembra particolarmente interessante. L’Archivio DFW Italia propone una lettura collettiva e ragionata de Il Re Pallido, romanzo postumo di Wallace, pubblicato in Italia da Einaudi (la traduzione è di Giovanna Granato). Visitando il sito dell’archivio, è possibile consultare la tabella di marcia, che prevede l’avanzamento di circa sessanta pagine a settimana. A partire dal 3 marzo, ogni sabato per 3 mesi, ciascuno dei partecipanti pubblicherà un intervento sul sito. È possibile prendere parte all’iniziativa, iscrivendosi ad un google group, cliccando mi piace sulla pagina facebook o segnalando articoli e materiale interessante all’indirizzo [email protected] [Continua »]


Nelly Sachs, la farfalla e la Shoah

Un’anziana signora, fragile e minuta – acconciatura ordinata, vestito lineare, collana di pietre – compare tra gentleman in frac e principesse da favola, accompagnata da squilli di tromba. Non parla, ha uno sguardo profondo. Il suo ultimo ricovero in clinica è stato lungo. Sorride smarrita, incredula. Come chi si risveglia in una fiaba inspiegabilmente divenuta reale. Appare così Leonie “Nelly” Sachs nella videoripresa dell’assegnazione del Nobel alla Concert Hall di Stoccolma, il 10 dicembre 1966. Nel suo brevissimo discorso rievoca l’amica Selma Lagerlöf grazie alla quale, ventisei anni prima, la poetessa e la madre erano potute sfuggire dalla Germania nazista trovando rifugio in Svezia. [Continua »]


Librarsi a leggere in biblioteca, efficace antidoto al freddo

Martedì sette febbraio si è svolto il consueto incontro di lettura presso la biblioteca delle Oblate a Firenze. È stato molto bello, e a beneficio di coloro che non c’erano, metto qui sotto un breve resoconto della serata, ma molto parziale ed incompleto. Il modo migliore per trarre il bello di queste cose è venire di persona, per esempio al prossimo incontro che sarà martedì 6 marzo alle 21 e 30 presso le Oblate.
Il primo brano della serata è stato “Piccoli suicidi tra amici” di Arto Paasilinna, letto da Marco.
L’incipit del libro è la conferma degli stereotipi sui maschi e femmine finnici. La famiglia finlandese e l’intero popolo finlandese comincia a bere dalla mattina di san giovanni fino a notte inoltrata, descrivendo questa festa come una vera e propria battaglia contro la malinconia. È, sì, la conferma dello stereotipo ma scherzandoci sopra. L’immagine è efficace ed autoironica visto che, oltretutto, l’autore è un finlandese. [Continua »]


Whitney Houston: quando lo showbiz uccide la voglia di vivere

Ieri mattina ho appreso dalla radio la notizia della morte di Whitney Houston. Fu proprio una canzone alla radio che mi presentò il suo talento. Lei subito occupò uno spazio speciale nei gusti personali, tra il punk e la new wave. La sua voce incantava. Ora lei non c’è più, compagna di Amy chissà in quale stanza dell’eternità. La lista delle morti premature nella musica si allunga sempre di più. Una litania cantata controvoglia in una laicissima via crucis, calvario che ci porta via un’altra leggenda della musica.

Ho letto e visto alcuni servizi giornalistici a lei dedicati. Tutti uguali, sembra di rivedere le repliche televisive della morte di Michael Jackson e di Amy Winehouse. Si cerca morbosamente la causa del decesso, subito arriva il ricordo (spesso ipocrita) dei colleghi artisti che tessono le lodi a chi non è più tra i viventi. Sempre la stessa canzone… Le cose vanno così, purtroppo. [Continua »]