Verde Speranza

di Giulio Bertagna
(Tratto da COLORE per gentile concessione dell’Istituto del Colore)

Verde semaforo… La sensazione cerebrale alla quale diamo il nome di “colore verde” ci viene data quando un oggetto illuminato rimette radiazioni elettromagnetiche visibili di media frequenza . Ciò significa che il verde si colloca tra i due estremi “rosso-blu” nella loro azione fisiologica. Questa posizione mediana fa si che il verde non induca alcuna attivazione di rilievo sul neurovegetativo, lasciando l’individuo con il suo stato basale. Il verde quindi non eccita, non tranquillizza, né rilassa, come si dice; diciamo piuttosto che “rispetta” le condizioni neurovegetative della persona che lo osserva.

L’essere umano riesce a distinguere più gradazioni di giallo e di verde di quante ne riesca a percepire nei blu, nei rossi e nei colori detti “extraspettrali” (viola, porpora, magenta). Come già in precedenza detto, è facile comprendere la ragione di questa nostra maggiore sensibilità: la natura ci offre una quantità immensa di gradazioni di giallo e di verde, e questa nostra caratteristica percettiva ha aiutato i nostri antenati (ed anche i nostri nonni) a distinguere le diverse qualità delle verdure e lo stato di maturazione dei frutti (ora per noi ci pensa il supermercato alimentare) nonché tutti quei segnali che identificavano i cambi di stagione. Ora, possiamo immaginare quanta gioia potesse dare la vista dei germogli e del primo verde tenero e brillante al riprendere della buona stagione. Era un periodo nel quale il risveglio del mondo vegetale, identificato proprio dal tornare del verde, invitava alle attività contadine, nella speranza di un buon raccolto, di una buona vendemmia, di una buona attività di caccia che avrebbero assicurato le riserve alimentari con le quali sopravvivere nei mesi invernali.

L’uomo sapeva che non si sarebbe nutrito dell’erba novella, ma che essa avrebbe assicurato il nutrimento al bestiame, come sapeva anche che essa costituiva il rinnovato inizio della speranza di raccogliere il giallo oro delle messi in abbondanza. Il rinnovarsi della speranza.

Le basse frequenze cromatiche (rosso, arancione) predispongono all’attività ed all’estroversione, le alte frequenze (blu, violetto) alla tranquillità ed all’introspezione, mentre le medie frequenze (verde) tendono a ristabilire l’equilibrio neurovegetativo ed emotivo mettendo l’individuo nella migliore condizione per un produttivo ottimismo (verde-giallo) e per un sereno bilancio di quanto realizzato (verde-blu o turchese). Sia quando si preparano gli eventi, sia quando si fa un bilancio, la speranza è sempre presente e anche nel caso di un bilancio negativo, come si sa, la speranza è l’ultima a morire…

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