Chesterton: la nuvola dei miei appunti

Dal Chesterton Day dello scorso 17 maggio. Appunti rigorosamente frammentari e approssimativi, fedeli solo a se stessi.

Il mondo è a posto, sei tu che stai rovesciato. Se vuoi vedere bene, comincia a fare delle capriole.
L’universo è buono, reca un sigillo di bontà. Il bene non arriverà domani, ma ci accompagna.
Qualunque cosa facciamo, saremo fraintesi.
La bellezza mette in moto un impulso creativo.
La casa è lo spazio umano in cui ciascuno deve dare tutto se stesso.
La famiglia difende l’uomo sano, ovvero l’uomo tutto intero.
Il compito del filosofo è quello di sentirsi ad un tempo a casa nel mondo e anche tremendamente meravigliato da esso.
La più grande avventura è quella di essere venuto al mondo.
L’uomo deve confessare in pienezza tutte le proprie debolezze e tutte le paure.
Non ci potrebbe essere una buca se non ci fosse una strada. (Questa è mia, credo)
Perché raccontare una storia se non ci troviamo una sorpresa? E perché ascoltarla?
Noi spesso amiamo noi stessi più della stessa gioia.
Perché fare un domanda se non ci interessa la risposta?

Chi c’era… può passarmi i suoi appunti? Nei commenti.

4 commenti a “Chesterton: la nuvola dei miei appunti”

  1. Federico Cerminara ha detto:

    La prima frase, quella delle capriole, è la mia preferita. A seguire la riflessione sulle buche. Tua o di Chesterton??? Chissà…

  2. Andrea Monda ha detto:

    a occhio direi che le capriole sono di Chesterton, le buche di Cotrona. Grazie Maurizio, che belle le nuvole!

  3. berna ha detto:

    Ho registrato,ma,mi piange il cuore non si sente un bel niente.Peccato alla prossima

  4. Paolo Pegoraro ha detto:

    le capriole sono del Peg: una rielaborazione dell’immagine chestertoniana dell’uomo che guarda il mondo a testa in giù :-)

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